Spiragli

Un breve intervento, che è doveroso fare alla luce della partecipazione di Paolo Barnard ieri sera a L’Ultima Parola (Rai2).

Doveroso perché finalmente, dopo mesi di inutili richiami ad una fantomatica “unità nazionale” e ad una non meglio precisata ricetta per la “crescita”, il grande pubblico ha avuto modo di conoscere scampoli di verità, proclamati a chiare lettere.

Non dimenticherò mai la faccia di Colaninno, e il suo intervento berlusconeggiante e censorio, quando Barnard ha esposto il suo pensiero circa l’attuale premier: è l’emblema di una classe politica che per 20 anni ha sbraitato contro il Nemico Finale Berlusconi (senza mai prendere, però, quei due o tre provvedimenti che lo avrebbero definitivamente messo fuori gioco) e che ora difende attivamente un gruppo di tecnocrati non eletti che stanno devastando l’Eurozona.

Questa è storia, gente.

Tremate.

Iniziate a tremare, Fratelli reazionari ed oligarchici, clericali e anti-democratici.
A Rimini, 2188 persone hanno potuto fruire di contenuti e conoscenze in termini economici che volete occultare da oltre mezzo secolo. Che sia la Modern Money Theory (MMT), che sia il circuitismo, o il mero pensiero di John Maynard Keynes: avete paura che ciò sia divulgato alla massa, perché l’unica arma in grado di distruggervi è la conoscenza.

Scherzate quanto volete con la vita e la sofferenza delle popolazioni europee e mondiali; diffondete disinformazione e provate ad occultare i focolai di resistenza che sorgono ovunque (come il Summit di Rimini, tranquillamente ignorato dalla stragrande maggioranza dei media e della politica nostrana).
Ma ormai le nostre armi non sono i forconi, le proteste irrazionali e viscerali, le occupazioni prolungate: è la conoscenza, proprio quella che state tentando di tenere fuori dal dibattito politico, creando in tal modo una sorta di scollamento tra la tecnica e la democrazia; a causa di cui, peraltro, il 99,9% della popolazione è disorientato, nel marasma di situazioni che non riesce a comprendere.

Il vostro peggior nemico è il benessere comune, la ricchezza condivisa dalla popolazione nel suo insieme, la vita della pòlis perfettamente integrata; ma, come direbbe William K. Black, noi siamo il vostro incubo peggiore, e vi daremo filo da torcere.

No pasaràn.

Veltroni e il Partito Anti-Democratico

Lasciamo lavorare in pace il governo che sta facendo bene per il bene di tutti; non è questo il momento di creare dissidi e confusioni.

La Segreteria del Partito Democratico

Sono schifato, deluso, eppure per niente sorpreso nell’apprendere che quanto sopra sia tutto ciò che ha da dire il Partito Democratico, cioè quello che dovrebbe rappresentare il polo democratico di questo Paese, nel merito della vicenda beauty contest.
In breve, il PD non ha aderito alla mozione presentata da Massimo Donadi (IDV) al fine di indire un’asta pubblica per vendere i pacchetti pubblici di frequenze analogiche, rimasti inutilizzati dopo il passaggio al digitale terrestre; la mozione è stata così facilmente respinta dal governo.
Per il Caimano a nove code, è una vittoria su tutta la linea: si beccherà “a gratis” le frequenze analogiche, potendole rivendere a caro prezzo sul mercato radiotelevisivo; con buona pace dei proventi che l’operazione avrebbe potuto fruttare allo Stato. Evviva la sinistra che sta operando per l’unità nazionale, ed evviva il presidente del fare; c’è bisogno di unità!

Ed è proprio nel generale e ritrovato abbraccio d’amore dell’unità nazionale, che un’intervista come quella di Walter Veltroni per il Corriere è potuta restare indenne da pesanti insulti. Una figura di spicco del PD che utilizza gli stessi argomenti e perfino gli stessi campi semantici delle destre neoliberiste e mercatiste; uno che ha il coraggio di ripetere a reti unificate il colossale falso storico dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori che metterebbe in fuga i capitali.
Caro Veltroni, la fuga dei capitali è già realtà da diversi anni, e basta osservare il tracollo dell’andamento generale dei principali indici di borsa per capire quanti soldi siano scappati a gambe levate da questo Paese.

Ma per Veltroni ciò non avviene perché in Italia la corruzione continua a mangiarsi 60-70 miliardi l’anno (Corte dei Conti), la grande evasione altri 120-150 e le speculazioni finanziarie svariate centinaia di miliardi, senza contare l’evasione fiscale bancaria, di cui ho già trattato. E ovviamente, a causa della strutturale velenosità del sistema Euro, progettato esattamente per mettere in ginocchio le economie mediterranee, che prima del 2001 riuscivano ad essere competitive quanto e più dell’asse franco-tedesco.
Eh no, è colpa dei bamboccioni, degli sfigati, dei lavoratori con troppe tutele, troppo poco aggiornati, troppo poco avventurieri, troppo poco flessibili.
Mai domandarsi, Veltroni, perché gli italiani siano diventati i meno aggiornati, i più sfigati, quelli che non possono permettersi di diventare uomini a 25 anni. Quello no. Dopo 40 anni di Democrazia Cristiana e circa 20 di Berlusconi, gli italiani devono essere ancora più flessibili, così potranno prenderlo, perdonate il lessico, nel culo definitivamente.

Ma se un giorno quegli sfigati, quei bamboccioni, quegli adulti mancati trascinassero voi del PD davanti al tribunale della storia e vi sbattessero in faccia tutto quello che avete fatto e soprattutto quello che non avete fatto, Veltroni, cosa rispondereste? Che cosa rispondereste se vi ricordassero che in 20 anni non siete stati capaci di produrre una legge contro il conflitto d’interessi del Caimano; che l’avete salvato due volte, prima D’Alema nel 1999 con la Bicamerale e poi tu, Veltroni, nel 2008, da una fine politica che sembrava assodata? Che avreste da dire se vi chiedessero che diamine di posizione rappresentino Enrico Letta ed altri, quando siedono all’interno dei consessi internazionali come la Trilateral Commission, faccia a faccia con gli avvoltoi neoliberisti? Facile professarsi democratici, libertari, progressisti e perché no anche socialisti, salvo poi aderire in tutto e per tutto alle istanze oligarchiche e retrive dei falchi neoliberisti come Jacques Attali, tanto per fare un esempio.
Quali argomenti avreste se vi elencassero uno per uno tutti gli incompetenti corrotti che avete candidato nelle Regioni, nelle Province e nei Comuni al solo scopo di raccattare voti, nella peggiore tradizione democristiana?
Quale resistenza avete opposto alle inaccettabili e crescenti ingerenze vaticane e neo-conservatrici, che sono riuscite a far approvare degli obbrobri giuridici come la legge anti-fecondazione assistita e che, un giorno sì e l’altro no, dichiarano guerra alla legge 194 sull’aborto?

Che diavolo vi inventereste se qualcuno vi chiedesse con quale faccia tosta e con quale disgustoso pensiero debole continuate ad appoggiare questo inutile governo, costretti ad accettare qualsiasi ricatto del PDL senza fiatare, e qualsiasi ricetta depressiva dei tecnici oligarchici, i quali stanno consentendo il massacro del lavoro dipendente e della piccola-media impresa (dietro la faccia pulita della lotta all’evasione)?
Con quale miopia politica avete ostracizzato una persona competente e coraggiosa come Stefano Fassina, preferendogli un Pietro Ichino, le cui idee nell’ambito del mercato del lavoro potrebbero trovare spazio in qualsiasi formazione di destra, nel resto del mondo?
E infine, con quale colpevole reticenza state mantenendo il silenzio sulla catastrofe greca, di cui la Troika ritiene responsabili esclusivi quei birbanti spendaccioni compaesani di Platone, mentre l’asse conservatore Merkel-Sarkozy, il premier greco Papademos, Draghi e lo stato maggiore dell’UE le ordinano di eseguire una cura più dannosa della malattia? Una malattia, peraltro, in gran parte dovuta agli squilibri commerciali che hanno consentito alla Germania di prosperare, e non, come le servili campane neoliberiste amano intonare, all’inefficienza del Paese Grecia.

Dovete spiegare a tutti coloro che in questo Paese si riconoscono nei principi socialisti, democratici e libertari quale logica vi sia dietro tutto questo; e se c’è ancora qualcuno, all’interno del PD, a cui i conti non tornano, è bene che esca allo scoperto e disconosca apertamente la classe dirigente che Veltroni rappresenta.
Se queste persone esistono, non so come abbiano fatto a tollerare l’exploit veltroniano finale, che ancor più di quanto discusso finora fa comprendere quanto poco ci sia di autenticamente progressista in questo Paese: “Non lasciamo Monti alla destra” ha tuonato il Nostro.
Che appello politicamente impeccabile, non trovate?
Un consiglio spassionato, Veltroni: sono gli elettori, e non Monti, quelli che non dovete lasciare alla destra.

Lo volete dire?

He was the right man in the right place: he made the wrong choices, he is pushing Europe into the dark zone.
(Paul Krugman su Mario Monti)

Carissimi internauti, oggi sono particolarmente incazzato. Sono reduce da un viaggio nel Regno Unito, dove ho compreso che in buona sostanza il nostro destino si gioca in una partita a scacchi. Essa vede, da un lato, un team eterogeneo di politici ed economisti che ripudiano la teoria del pareggio di bilancio (perchè di mera teoria si tratta, e non di salvifica medicina): ne fanno parte pezzi da novanta come Paul Krugman, Amartya Sen, Nouriel Roubini, parte dello staff di Obama (che pure contiente degli elementi disgustosamente neo-liberisti) ma anche e soprattutto moltissime voci alternative. Dall’altro, vi è un gruppo di politici e tecnocrati che sanno mascherare con disinvoltura un pensiero ferocemente oligarchico, reazionario e anti-sociale: ne fanno parte Angela Merkel, Mario Draghi, Nicholas Sarkozy, Mario Monti, David Cameron, Mitt Romney e gran parte dell’establishment europeo.

I nostri media bovini, ignoranti e malevoli ci hanno fatto credere che l’incontro di Monti con Obama è stato una sorta di recupero dell’Arca dell’Alleanza, dove il presidente americano avrebbe concordato con il nostro Marione una inesistente strategia comune per il salvataggio dell’Eurozona. Non è così, e per provarvelo vi riporto tre dichiarazioni che ho rintracciato nel blog dell’ottimo Sergio Di Cori Modigliani:

Giovedì 9 Febbraio. Corriere della sera on line. Ore 20. “Obama promuove l’Italia mentre a Bruxelles si trova l’intesa con la Grecia. Bene spread e borsa che vola con titoli bancari al rialzo”.

La repubblica on line. Ore 20. “E’ ufficiale: Bruxelles e la Grecia firmano l’accordo. Monti trova il semaforo verde a Washington. Si va avanti. Adesso: lavoro e ripresa economica”.

Venerdi 10 Febbraio. Ore 11. San Francisco Chronicle. Business section. “L’elegante e colto professore italiano non incanta Obama. Frattura tra due idee diverse dell’Europa, della gestione del mercato del lavoro e della ripresa degli investimenti”.

Ore 13. London Stock Exchange, comunicato stampa: “la mancanza dell’accordo tra BCE e la Grecia, dove la situazione rischia di sfuggire al controllo sociale, impone una cauta riflessione: le banche italiane non reggono l’urto dei mercati”.
Punto e a capo. Ma la ragione della mia profonda incazzatura risiede della negligenza, nell’imperizia, nell’imprudenza, nell’asservimento, nella stupidità, nella totale incapacità ermeneutica delle figure che, in Italia e in Europa, dovrebbero rappresentare “le forze progressiste e democratiche”. Sì perchè l’elenco delle qualifiche sopra citate è sempre stato e sempre sarà patrimonio di quell’ala conservatrice e filo-governativa delle destre; ma vedere che tutto il centro-sinistra italiano merita a pieno titolo questo popò di complimenti fa capire la portata della globale manipolazione a cui l’èlite finanziaria ci sta sottoponendo. Una manipolazione che riesce a far passare per “salvataggio” il massacro che la troika UE-BCE-FMI sta imponendo ad una Grecia ormai stremata; e riesce ad omettere dei punti fondamentali che invece vanno ribaditi con forza.
A Repubblica, al Partito Democratico e a Il Sole 24 Ore. Lo volete dire che il debito pubblico è un falso problema, e che il vero problema è la mancanza di un’autorità centrale, che svolga una vera politica monetaria, invece di limitarsi a tenere bassa l’inflazione per far viaggiare in alto l’export dei Paesi più forti?
Volete dire ai vostri lettori che il mondo intero è sotto attacco da parte di un patto scellerato fra gli sciacalli della finanza e le sacche più retrive e reazionarie del potere, che hanno trovato nella speculazione finanziaria il cavallo di Troia perfetto per distruggere i progressi che il diritto, la democrazia e la società hanno compiuto negli ultimi 250 anni?
Volete aggiungere che l’asse Monti-Draghi-Merkel è il cerbero al servizio degli squali della finanza, e che condivide con essi la responsabilità di aver fatto collassare tutta l’Europa mediterranea, oltre che di aver svolto un lavoro chirurgico di macelleria sociale negli Stati Uniti, di aver consentito che la delocalizzazione del lavoro delle grandi imprese creasse da noi una disoccupazione devastante, e nei Paesi in via di sviluppo una nuova forma di schiavitù?
Volete, infine, ammettere che avete riso e scherzato per anni di una figura pericolosissima, malevola, responsabilie del declino italiano, senza combatterlo quando andava combattuto, salvandolo sempre nei momenti in cui meritava un colpo di grazia politico? Volete dirlo che il Maestro Venerabile Silvio Berlusconi e il suo staff sono stati al Governo per 20 anni con il mandato di fare i propri cazzi e lasciare appositamente l’Italia fallire, in accordo con il Gotha della finanza mondiale, che in cambio ha consentito al Fratello Silvio di restare in sella, impunito e riverito, finchè era utile?
Sono semplici consigli, ma ricordatevi che se non li terrete a mente sarete anche voi nel banco degli imputati di un processo che la Storia farà ai danni di questa criminosa oligarchia mondiale. I danni che essa ha causato al pianeta meritano una denuncia al Tribunale Internazionale dell’Aia per crimini contro l’umanità: quando ciò accadrà, sarà il mondo intero a sputargli in faccia.