Spiragli

Un breve intervento, che è doveroso fare alla luce della partecipazione di Paolo Barnard ieri sera a L’Ultima Parola (Rai2).

Doveroso perché finalmente, dopo mesi di inutili richiami ad una fantomatica “unità nazionale” e ad una non meglio precisata ricetta per la “crescita”, il grande pubblico ha avuto modo di conoscere scampoli di verità, proclamati a chiare lettere.

Non dimenticherò mai la faccia di Colaninno, e il suo intervento berlusconeggiante e censorio, quando Barnard ha esposto il suo pensiero circa l’attuale premier: è l’emblema di una classe politica che per 20 anni ha sbraitato contro il Nemico Finale Berlusconi (senza mai prendere, però, quei due o tre provvedimenti che lo avrebbero definitivamente messo fuori gioco) e che ora difende attivamente un gruppo di tecnocrati non eletti che stanno devastando l’Eurozona.

Questa è storia, gente.

“Non si poteva fare diversamente”

Nel mezzo del casin di nostra vita, fra i beceri exploit del Trota e i soliti giochi di prestigio di Comunione e Liberazione, la notizia politica più significativa dell’anno 2012 è passata inosservata grazie all’immancabile silenzio dei media.

Lo scorso 17 aprile infatti, il Senato ha approvato in seconda lettura il ddl che introduce nell’art. 81 della nostra Costituzione il vincolo del pareggio di bilancio: 235 voti favorevoli, 11 contrari, i restanti astenuti o “in missione”. Roba da economisti, diranno i più. Sarà, ma cosa tutto ciò significhi in termini pratici lo hanno spiegato con dovizia di particolari Paolo Barnard, Lanfranco Turci, Vladimiro Giacchè e perfino un accademico della Luiss, il prof. Giuseppe Di Taranto, ai microfoni del Tg1.

Il messaggio è forte e chiaro: se lo Stato tassa esattamente in misura eguale alla spesa che effettua per la cittadinanza, quella che gli economisti chiamano “domanda aggregata interna” subisce delle pesanti diminuzioni, che a loro volta hanno un effetto depressivo sui redditi, e così via fino ai consumi, che ne usciranno devastati. Per anni, l’egemonia neo-liberista imperante, che regna in maniera assolutamente bipartisan, ci ha raccontato che il debito pubblico è di per sè un cancro da combattere, ma senza spiegarcene accuratamente la ragione. Si dà per scontato che lo Stato, come un qualsiasi padre di famiglia o una qualunque impresa, debba risparmiare in misura uguale o superiore a quella che desidera spendere: da qui l’idea che sia necessario tendere verso il pareggio di bilancio, per assicurare un buon corso dell’economia interna.

Niente di più falso, e lo possiamo appurare riflettendo sulla natura del sistema monetario vigente. In sostanza, gli Stati membri dell’Unione Europea hanno perso ogni forma di sovranità monetaria: sono vincolati dal punto di vista finanziario dalla quantità di titoli del debito che riescono a collocare sul mercato, offrendoli a investitori privati, a tassi d’interesse decisi dal mercato stesso (non mi dilungo sul meccanismo, che ho trattato in questo post).

Una misura così fortemente depressiva è stata votata a maggioranza dall’intero asse partitico che sostiene il governo Monti (Pd, Pdl, Udc); eppure non è poi così datata l’affermazione del segretario del Pd Pierluigi Bersani, il quale in data 11/08/2011 affermava: “Non parlateci di pareggio di bilancio in Costituzione, sarebbe castrarsi da ogni politica economica“.
E certo che sarebbe castrarsi da ogni politica economica: del resto anche negli Usa si era provato ad introdurre un simile principio, ma con grande tempestività diversi premi Nobel per l’economia hanno informato il governo Obama e l’opinione pubblica dell’assoluta scempiaggine che si stava per compiere.

Cosa ha spinto allora il Pd a votare in maniera così allineata e coperta questo provvedimento, imposto con diktat degno degli antichi imperatori persiani dal Direttorio tedesco dell’Unione Europea?
Senz’altro, all’interno del partito esiste un solco profondo fra i convinti assertori di simili norme, ad esempio i centristi ex-Margherita che guardano con favore ad uno “Stato minimo” di matrice reaganiana, e la corrente più a sinistra, che Bersani sembra rappresentare; ma il voto è stato unanime e compatto.

La redazione di Democrazia Radical Popolare, movimento politico vicino al Grande Oriente Democratico, ha così descritto gli avvenimenti di quei giorni:

Costui [Bersani], dopo aver affermato nell’agosto 2011 che inserire il principio del Pareggio di Bilancio obbligatorio in Costituzione sarebbe equivalso ad un’opera di castrazione e inibizione di qualsivoglia politica economica, con inenarrabile faccia di bronzo ha impartito ai deputati e senatori PD l’ordine di scuderia di approvare questa misura suicida e criminale per le sorti del popolo italiano.

[…] Si tratta di misure ferocemente neoliberiste, di una destrorsità talmente ottusa che anche un conservatore come David Cameron le ha rigettate e persino un liberal-liberista italiota doc come Nicola Porro ha dovuto ammettere che, in un momento come l’attuale, spingere per il Pareggio di Bilancio Costituzionale era quantomeno inopportuno.

Si tratta insomma di un’inversione a 90° gradi, di cui gli stessi elettori del PD non si rendono minimamente conto. La domanda che sorge spontanea è: chi è questo dio potente che induce il segretario del partito a militarizzare il tal senso la votazione?
Soprattutto perché ieri, 20 aprile, Pierluigi Bersani ha dichiarato ad un cittadino, che gli poneva una simile domanda, che ribadisce le posizioni espresse l’11 agosto 2011, così come la sua disapprovazione delle politiche economiche tracciate dal Fiscal Compact. “Non si poteva fare diversamente“, ha però aggiunto, quando lo stesso cittadino gli faceva notare che il voto del suo partito al Senato andava esattamente nella direzione opposta.

Il quadro assume tinte sempre più fosche. Al di là del giudizio di merito che si può dare ad una simile insipienza, ed una tale mancanza di lungimiranza da parte del PD, ciò che emerge dalla vicenda è che il Parlamento italiano è stato completamente esautorato da ogni suo potere.
Non solo il governo tecnocratico europeo, nella persona di Monti, ha stretto sempre più rapidamente la sua morsa attorno all’Italia, ma anche attorno a quelle sparute frange di dissenso. L’evidente minaccia a tali forze è stata chiara: ve la sentite di opporvi a qualcuno che è in grado di far aumentare vertiginosamente lo spread fino al punto di non ritorno, e di far ricadere, tramite i media, la responsabilità del successivo collasso sulle vostre teste?
Evidentemente non se la sono sentita.

Il massimo del dissenso possibile, per membri del PD come Vincenzo Vita, è stato l’astensione. Dalle sue parole, apparse su Twitter, si deduce l’entità dell’assoluta impotenza della politica italiana, di fronte alla forza di lorsignori: “Ieri mi sono astenuto nel voto sull’equilibrio di bilancio, ritenendo sbagliato metterlo in Costituzione. E’ stata una scelta di dissenso“.

E così, all’insegna del “ce lo chiede l’Europa” e del “non si poteva fare diversamente”, si chiude un cerchio che è iniziato da qualche decina di anni, con la ratifica benpensante del Trattato di Maastricht e dei successivi accordi europei, le privatizzazioni selvagge del ’92, ad opera di un signore che oggi presiede la BCE, le misure destabilizzanti e depressive su occupazione e tassazione promosse dai governi di centro-destra e centro-sinistra, legati a doppio filo alle lobby finanziarie mondiali che stanno profittando da questa crisi.
Questo paziente lavoro di estromissione della politica dal suo ambito d’azione ha dato i suoi frutti, grazie ai rapidi passi in avanti che le forze politiche italiane hanno permesso a questo progetto di compiere.

Lasciate ogni speranza voi che entrate“, quindi, ma soprattutto, lasciate ogni speranza voi che votate.

Tremate.

Iniziate a tremare, Fratelli reazionari ed oligarchici, clericali e anti-democratici.
A Rimini, 2188 persone hanno potuto fruire di contenuti e conoscenze in termini economici che volete occultare da oltre mezzo secolo. Che sia la Modern Money Theory (MMT), che sia il circuitismo, o il mero pensiero di John Maynard Keynes: avete paura che ciò sia divulgato alla massa, perché l’unica arma in grado di distruggervi è la conoscenza.

Scherzate quanto volete con la vita e la sofferenza delle popolazioni europee e mondiali; diffondete disinformazione e provate ad occultare i focolai di resistenza che sorgono ovunque (come il Summit di Rimini, tranquillamente ignorato dalla stragrande maggioranza dei media e della politica nostrana).
Ma ormai le nostre armi non sono i forconi, le proteste irrazionali e viscerali, le occupazioni prolungate: è la conoscenza, proprio quella che state tentando di tenere fuori dal dibattito politico, creando in tal modo una sorta di scollamento tra la tecnica e la democrazia; a causa di cui, peraltro, il 99,9% della popolazione è disorientato, nel marasma di situazioni che non riesce a comprendere.

Il vostro peggior nemico è il benessere comune, la ricchezza condivisa dalla popolazione nel suo insieme, la vita della pòlis perfettamente integrata; ma, come direbbe William K. Black, noi siamo il vostro incubo peggiore, e vi daremo filo da torcere.

No pasaràn.

Veltroni e il Partito Anti-Democratico

Lasciamo lavorare in pace il governo che sta facendo bene per il bene di tutti; non è questo il momento di creare dissidi e confusioni.

La Segreteria del Partito Democratico

Sono schifato, deluso, eppure per niente sorpreso nell’apprendere che quanto sopra sia tutto ciò che ha da dire il Partito Democratico, cioè quello che dovrebbe rappresentare il polo democratico di questo Paese, nel merito della vicenda beauty contest.
In breve, il PD non ha aderito alla mozione presentata da Massimo Donadi (IDV) al fine di indire un’asta pubblica per vendere i pacchetti pubblici di frequenze analogiche, rimasti inutilizzati dopo il passaggio al digitale terrestre; la mozione è stata così facilmente respinta dal governo.
Per il Caimano a nove code, è una vittoria su tutta la linea: si beccherà “a gratis” le frequenze analogiche, potendole rivendere a caro prezzo sul mercato radiotelevisivo; con buona pace dei proventi che l’operazione avrebbe potuto fruttare allo Stato. Evviva la sinistra che sta operando per l’unità nazionale, ed evviva il presidente del fare; c’è bisogno di unità!

Ed è proprio nel generale e ritrovato abbraccio d’amore dell’unità nazionale, che un’intervista come quella di Walter Veltroni per il Corriere è potuta restare indenne da pesanti insulti. Una figura di spicco del PD che utilizza gli stessi argomenti e perfino gli stessi campi semantici delle destre neoliberiste e mercatiste; uno che ha il coraggio di ripetere a reti unificate il colossale falso storico dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori che metterebbe in fuga i capitali.
Caro Veltroni, la fuga dei capitali è già realtà da diversi anni, e basta osservare il tracollo dell’andamento generale dei principali indici di borsa per capire quanti soldi siano scappati a gambe levate da questo Paese.

Ma per Veltroni ciò non avviene perché in Italia la corruzione continua a mangiarsi 60-70 miliardi l’anno (Corte dei Conti), la grande evasione altri 120-150 e le speculazioni finanziarie svariate centinaia di miliardi, senza contare l’evasione fiscale bancaria, di cui ho già trattato. E ovviamente, a causa della strutturale velenosità del sistema Euro, progettato esattamente per mettere in ginocchio le economie mediterranee, che prima del 2001 riuscivano ad essere competitive quanto e più dell’asse franco-tedesco.
Eh no, è colpa dei bamboccioni, degli sfigati, dei lavoratori con troppe tutele, troppo poco aggiornati, troppo poco avventurieri, troppo poco flessibili.
Mai domandarsi, Veltroni, perché gli italiani siano diventati i meno aggiornati, i più sfigati, quelli che non possono permettersi di diventare uomini a 25 anni. Quello no. Dopo 40 anni di Democrazia Cristiana e circa 20 di Berlusconi, gli italiani devono essere ancora più flessibili, così potranno prenderlo, perdonate il lessico, nel culo definitivamente.

Ma se un giorno quegli sfigati, quei bamboccioni, quegli adulti mancati trascinassero voi del PD davanti al tribunale della storia e vi sbattessero in faccia tutto quello che avete fatto e soprattutto quello che non avete fatto, Veltroni, cosa rispondereste? Che cosa rispondereste se vi ricordassero che in 20 anni non siete stati capaci di produrre una legge contro il conflitto d’interessi del Caimano; che l’avete salvato due volte, prima D’Alema nel 1999 con la Bicamerale e poi tu, Veltroni, nel 2008, da una fine politica che sembrava assodata? Che avreste da dire se vi chiedessero che diamine di posizione rappresentino Enrico Letta ed altri, quando siedono all’interno dei consessi internazionali come la Trilateral Commission, faccia a faccia con gli avvoltoi neoliberisti? Facile professarsi democratici, libertari, progressisti e perché no anche socialisti, salvo poi aderire in tutto e per tutto alle istanze oligarchiche e retrive dei falchi neoliberisti come Jacques Attali, tanto per fare un esempio.
Quali argomenti avreste se vi elencassero uno per uno tutti gli incompetenti corrotti che avete candidato nelle Regioni, nelle Province e nei Comuni al solo scopo di raccattare voti, nella peggiore tradizione democristiana?
Quale resistenza avete opposto alle inaccettabili e crescenti ingerenze vaticane e neo-conservatrici, che sono riuscite a far approvare degli obbrobri giuridici come la legge anti-fecondazione assistita e che, un giorno sì e l’altro no, dichiarano guerra alla legge 194 sull’aborto?

Che diavolo vi inventereste se qualcuno vi chiedesse con quale faccia tosta e con quale disgustoso pensiero debole continuate ad appoggiare questo inutile governo, costretti ad accettare qualsiasi ricatto del PDL senza fiatare, e qualsiasi ricetta depressiva dei tecnici oligarchici, i quali stanno consentendo il massacro del lavoro dipendente e della piccola-media impresa (dietro la faccia pulita della lotta all’evasione)?
Con quale miopia politica avete ostracizzato una persona competente e coraggiosa come Stefano Fassina, preferendogli un Pietro Ichino, le cui idee nell’ambito del mercato del lavoro potrebbero trovare spazio in qualsiasi formazione di destra, nel resto del mondo?
E infine, con quale colpevole reticenza state mantenendo il silenzio sulla catastrofe greca, di cui la Troika ritiene responsabili esclusivi quei birbanti spendaccioni compaesani di Platone, mentre l’asse conservatore Merkel-Sarkozy, il premier greco Papademos, Draghi e lo stato maggiore dell’UE le ordinano di eseguire una cura più dannosa della malattia? Una malattia, peraltro, in gran parte dovuta agli squilibri commerciali che hanno consentito alla Germania di prosperare, e non, come le servili campane neoliberiste amano intonare, all’inefficienza del Paese Grecia.

Dovete spiegare a tutti coloro che in questo Paese si riconoscono nei principi socialisti, democratici e libertari quale logica vi sia dietro tutto questo; e se c’è ancora qualcuno, all’interno del PD, a cui i conti non tornano, è bene che esca allo scoperto e disconosca apertamente la classe dirigente che Veltroni rappresenta.
Se queste persone esistono, non so come abbiano fatto a tollerare l’exploit veltroniano finale, che ancor più di quanto discusso finora fa comprendere quanto poco ci sia di autenticamente progressista in questo Paese: “Non lasciamo Monti alla destra” ha tuonato il Nostro.
Che appello politicamente impeccabile, non trovate?
Un consiglio spassionato, Veltroni: sono gli elettori, e non Monti, quelli che non dovete lasciare alla destra.

Lo volete dire?

He was the right man in the right place: he made the wrong choices, he is pushing Europe into the dark zone.
(Paul Krugman su Mario Monti)

Carissimi internauti, oggi sono particolarmente incazzato. Sono reduce da un viaggio nel Regno Unito, dove ho compreso che in buona sostanza il nostro destino si gioca in una partita a scacchi. Essa vede, da un lato, un team eterogeneo di politici ed economisti che ripudiano la teoria del pareggio di bilancio (perchè di mera teoria si tratta, e non di salvifica medicina): ne fanno parte pezzi da novanta come Paul Krugman, Amartya Sen, Nouriel Roubini, parte dello staff di Obama (che pure contiente degli elementi disgustosamente neo-liberisti) ma anche e soprattutto moltissime voci alternative. Dall’altro, vi è un gruppo di politici e tecnocrati che sanno mascherare con disinvoltura un pensiero ferocemente oligarchico, reazionario e anti-sociale: ne fanno parte Angela Merkel, Mario Draghi, Nicholas Sarkozy, Mario Monti, David Cameron, Mitt Romney e gran parte dell’establishment europeo.

I nostri media bovini, ignoranti e malevoli ci hanno fatto credere che l’incontro di Monti con Obama è stato una sorta di recupero dell’Arca dell’Alleanza, dove il presidente americano avrebbe concordato con il nostro Marione una inesistente strategia comune per il salvataggio dell’Eurozona. Non è così, e per provarvelo vi riporto tre dichiarazioni che ho rintracciato nel blog dell’ottimo Sergio Di Cori Modigliani:

Giovedì 9 Febbraio. Corriere della sera on line. Ore 20. “Obama promuove l’Italia mentre a Bruxelles si trova l’intesa con la Grecia. Bene spread e borsa che vola con titoli bancari al rialzo”.

La repubblica on line. Ore 20. “E’ ufficiale: Bruxelles e la Grecia firmano l’accordo. Monti trova il semaforo verde a Washington. Si va avanti. Adesso: lavoro e ripresa economica”.

Venerdi 10 Febbraio. Ore 11. San Francisco Chronicle. Business section. “L’elegante e colto professore italiano non incanta Obama. Frattura tra due idee diverse dell’Europa, della gestione del mercato del lavoro e della ripresa degli investimenti”.

Ore 13. London Stock Exchange, comunicato stampa: “la mancanza dell’accordo tra BCE e la Grecia, dove la situazione rischia di sfuggire al controllo sociale, impone una cauta riflessione: le banche italiane non reggono l’urto dei mercati”.
Punto e a capo. Ma la ragione della mia profonda incazzatura risiede della negligenza, nell’imperizia, nell’imprudenza, nell’asservimento, nella stupidità, nella totale incapacità ermeneutica delle figure che, in Italia e in Europa, dovrebbero rappresentare “le forze progressiste e democratiche”. Sì perchè l’elenco delle qualifiche sopra citate è sempre stato e sempre sarà patrimonio di quell’ala conservatrice e filo-governativa delle destre; ma vedere che tutto il centro-sinistra italiano merita a pieno titolo questo popò di complimenti fa capire la portata della globale manipolazione a cui l’èlite finanziaria ci sta sottoponendo. Una manipolazione che riesce a far passare per “salvataggio” il massacro che la troika UE-BCE-FMI sta imponendo ad una Grecia ormai stremata; e riesce ad omettere dei punti fondamentali che invece vanno ribaditi con forza.
A Repubblica, al Partito Democratico e a Il Sole 24 Ore. Lo volete dire che il debito pubblico è un falso problema, e che il vero problema è la mancanza di un’autorità centrale, che svolga una vera politica monetaria, invece di limitarsi a tenere bassa l’inflazione per far viaggiare in alto l’export dei Paesi più forti?
Volete dire ai vostri lettori che il mondo intero è sotto attacco da parte di un patto scellerato fra gli sciacalli della finanza e le sacche più retrive e reazionarie del potere, che hanno trovato nella speculazione finanziaria il cavallo di Troia perfetto per distruggere i progressi che il diritto, la democrazia e la società hanno compiuto negli ultimi 250 anni?
Volete aggiungere che l’asse Monti-Draghi-Merkel è il cerbero al servizio degli squali della finanza, e che condivide con essi la responsabilità di aver fatto collassare tutta l’Europa mediterranea, oltre che di aver svolto un lavoro chirurgico di macelleria sociale negli Stati Uniti, di aver consentito che la delocalizzazione del lavoro delle grandi imprese creasse da noi una disoccupazione devastante, e nei Paesi in via di sviluppo una nuova forma di schiavitù?
Volete, infine, ammettere che avete riso e scherzato per anni di una figura pericolosissima, malevola, responsabilie del declino italiano, senza combatterlo quando andava combattuto, salvandolo sempre nei momenti in cui meritava un colpo di grazia politico? Volete dirlo che il Maestro Venerabile Silvio Berlusconi e il suo staff sono stati al Governo per 20 anni con il mandato di fare i propri cazzi e lasciare appositamente l’Italia fallire, in accordo con il Gotha della finanza mondiale, che in cambio ha consentito al Fratello Silvio di restare in sella, impunito e riverito, finchè era utile?
Sono semplici consigli, ma ricordatevi che se non li terrete a mente sarete anche voi nel banco degli imputati di un processo che la Storia farà ai danni di questa criminosa oligarchia mondiale. I danni che essa ha causato al pianeta meritano una denuncia al Tribunale Internazionale dell’Aia per crimini contro l’umanità: quando ciò accadrà, sarà il mondo intero a sputargli in faccia.

La cura Monti ci porterà all’eutanasia

Cito testualmente dal sito Democrazia Radical Popolare (http://www.democraziaradicalpopolare.it).

“Mario Monti, a margine del suo recente soggiorno londinese, ha specificamente chiesto ai Fratelli della City di impegnarsi in modo massiccio per acquisti di titoli di stato italiani, in modo tale da favorire un significativo calo del suddetto e famigerato spread. Ciò, in cambio di generose concessioni affaristiche sull’imminente business delle dismissioni/privatizzazioni di beni e aziende pubbliche italiane, nazionali e locali. In tal modo, i cittadini del bel Paese avranno l’illusione (mediante un’artificiosa e revocabile discesa dello spread, scientemente e strumentalmente realizzata per fini speculativo-predatori imminenti da gruppi finanziari e fondi di investimento manovrabili da Fratelli britannici) di aver cominciato a migliorare qualcosa, mentre in realtà la disoccupazione continua ad aumentare, le aziende italiane continuano a fallire, le banche concedono sempre meno credito, le tasse aumentano, i redditi calano così come il potere d’acquisto di salari e pensioni, la spesa e i servizi pubblici diminuiscono in qualità e quantità, la precarietà non diviene mai flessibilità e dinamismo di offerta lavorativa, e ci si prepara anche a rendere i licenziamenti più facili e indolori per chi li dispone, spacciando impunemente la cosa per un incentivo all’assunzione e alla mobilità professionale.

Il governo Monti, in sostanza, è un esecutivo di pericolosi impostori, manipolatori e parolai che, con la complicità di mass-media servili e di forze politiche ignave, ignoranti e imbelli (oltre che subalterne culturalmente e ideologicamente), vendono agli italiani le loro ricette dogmaticamente mercatiste come preziose perle di sapienza politico-economica.

Si tratta in realtà di provvedimenti legislativi e normativi in certa misura insignificanti, in altri casi, invece, drammaticamente pericolosi e nocivi per il bene comune.

Ma l’aspetto più rilevante dell’esecutivo Monti non è rappresentato da ciò che esso sta facendo o intende fare, quanto da quello che esso non sta facendo né mai farà, causando così la perdita di tempo prezioso all’Italia e all’Europa, che avrebbe avuto bisogno di un Premier italiano (in rottura con il pernicioso duetto “Merkozy”) sostanzialmente autorevole ed incisivo nel far cambiare rotta alle politiche della UE e non vanamente celebrato per i suoi allori passati e futuri di servizievole cane da guardia dell’ortodossia mercatista propugnata da “Sorella Merkel” e “Fratello Draghi” (tanto per usare termini cari al lessico muratorio in voga legittimamente, purtroppo, anche presso gli ambienti più reazionari e oligarchici di certa massoneria e para-massoneria planetaria).

In definitiva, il “giochetto” per truffare/abbindolare gli italiani è il seguente (ammesso che riesca sino in fondo , perché le variabili sono notevoli, anche in presenza di massicci acquisti artificiosi e mirati di titoli di stato italianida parte di solidi gruppi finanziari vicini al Massone Monti) : fintanto che scende lo spread, il Premier bocconiano si sente autorizzato a procedere spedito con le sue pseudo-riforme pseudo-liberalizzanti e a traccheggiare sulla richiesta di vere e incisive riforme strutturali della governance politico-economica europea ai vari partners europei (Germania e Francia in testa).

Mentre la Grecia sta costituendo il laboratorio più truculento e tragico della ferocia iper-mercatista tecnocratica ed oligarchica (con BCE, FMI, UE e tutti gli altri soggetti interessati placidamente coesi nel massacrare socialmente la culla della civiltà europea), il disegno progettato per l’Italia è solo poco più soft.

E prevede delle varianti, in caso di opposizione parlamentare alla sua realizzazione.

Non appena le misure austere, recessive e depressive dovessero essere stoppate o ostacolate, il Massone Contro-Iniziato Monti, di concerto con il Massone Contro-Iniziato Draghi, provvederà a facilitare nuovi aumenti dello spread (attivando fior di amici fraterni operanti sulle principali piazze finanziarie, Londra in testa, per mettere in opera, in questo caso, massicce vendite di titoli di stato italiani), il cui rialzo sarà opportunamente enfatizzato dalle truppe mediatiche asservite, così da ri-legittimare il proseguimento senza intoppi della legiferazione neoliberista e ipermercatista montiana.

Obiettivi principali e finali dell’esecutivo Monti: dismissione/privatizzazione di beni, aziende e servizi pubblici nazionali, regionali e locali (a very great business for many brothers and friends) e, naturalmente, revisione dei diritti del lavoro, così da rendere disponibile anche nel Bel Paese molta nuova manodopera a basso costo, soprattutto per aziende tedesche, francesi o sovra-nazionali interessate ad una forzata proletarizzazione/cinesizzazione dell’Italia e dell’Europa.

Quindi, ammesso e non concesso che il famigerato spread possa tornare ai livelli pre-estate 2011, ma nel contempo la disoccupazione dovesse aumentare esponenzialmente (serve agli Oligarchi per imporre nuove forme di occupazione con salari e condizioni contrattuali sempre più infimi), il potere d’acquisto delle famiglie (vessate da nuove tasse e private sempre più di servizi pubblici) diminuire sensibilmente, il credito divenire sempre più inaccessibile per aziende e cittadini, le imprese fallire, i commerci languire e i professionisti non ottenere pagamenti da clienti sempre più squattrinati, che cosa se ne saranno fatti gli ITALIANI della CURA MONTI?

Un Nuovo Centro-Sinistra degno di questo nome deve iniziare sin d’ora ad elaborare le giuste strategie comportamentali per far fronte a questo ordine di cose, tanto nel presente che nell’immediato futuro. Senza sottovalutare i suoi antagonisti, che si annidano spesso, come serpi in seno, all’interno degli stessi partiti “progressisti”. Serpi inviate/infiltrate per conto di poteri oligarchici disposti a manipolare indifferentemente destre e sinistre, pur di conseguire i propri scopi eversivi di una normale vita democratica delle società umane contemporanee.”

Qualcosa mi dice che dovrete tenere a mente queste parole fra qualche mese.

La miopia neoliberista

In questi giorni il governo e le parti sociali si stanno confrontando sullo spinosissimo tema della riforma del lavoro. Tanto il ministro Fornero quanto i vertici sindacali, diciamolo subito, sono fuori strada e stanno discutendo del “sesso degli angeli” mentre i lavoratori italiani ed europei muoiono di stenti. Tutti presi dal tema dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, dal guadagnare un anno in più di lavoro assicurato, dall’euro in più in busta paga a fronte di un diritto in meno nei contratti di lavoro.

Il problema fondamentale è che è inutile liberalizzare, deregolamentare, incentivare il lavoro: il lavoro non c’è e ci sarà sempre meno. Le imprese se ne andranno del tutto dall’Italia nei prossimo 10 anni, e i nostri operai staranno con le mani in mano, miseramente sorretti dalla Cassa Integrazione che alle casse statali costa un occhio della testa, e a loro non porta alcun beneficio.

Bisogna creare più lavoro, non decorare di orpelli la schiavitù.

L’unica soluzione possibile, come ormai sostengono le voci più autorevoli dell’economia mondiale, è che gli Stati europei si impegnino in un moderno NEW DEAL e creino direttamente posti di lavoro pubblici, smettendola di chiedere l’elemosina alle imprese che, ormai, non hanno più mezzi per investire. Per Luciano Gallino, “Lo Stato dovrebbe semplicemente istituire un’Agenzia per l’occupazione, che determina i criteri di assunzione e il sistema di pagamento. Dopodiché questa si mette in contatto con enti territoriali, servizi per l’impiego, organizzazioni del volontariato, che provvedono localmente alle pratiche di assunzione delle persone interessate e le avvìano al lavoro”.
Cioè, in soldoni, lo Stato deve fungere da datore di lavoro di ultima istanza, come vanno da anni sostenendo i promotori della Modern Monetary Theory di Randall Wray: posti di lavoro pubblici in settori come “il riassetto idrogeologico, la ristrutturazione delle scuole che violano le norme di sicurezza, la ricostruzione degli ospedali obsoleti” e molto altro ancora.

Ovviamente, questo è possibile solo tramite una fortissima spesa pubblica, che sia indirizzata nei giusti canali, e che deve provenire direttamente dalla BCE; per far questo, perciò, è necessario abbandonare le folli politiche di austerità depressiva e l’inutile anelito al pareggio di bilancio.
Capiamoci ragazzi, il pareggio di bilancio equivale a morte per ipotermia per il sistema dell’Eurozona: l’unico Paese che ci ha provato (e per un periodo ci è anche riuscito) è la Spagna, dove guarda caso c’è il più alto tasso di disoccupazione dell’Eurozona.

In più, il patto denominato Fiscal Compact ci costringe a ridurre in maniera indiscriminata la spesa pubblica per rientrare nei parametri di bilancio voluti da una BCE che Stefano Fassina (PD) definisce giustamente “istituzione senza legittimazione democratica”. Questo Fiscal Compact, per James Meadaway di neweconomics.org, “è totalmente folle, un’imbecillità economica su grande scala continentale. L’austerità sta trascinando l’Europa verso uno stato di perenne stagnazione. La crisi non è stata causata dalla spesa pubblica, ma dal collasso del sistema bancario e dai persistenti squilibri nella bilancia dei pagamenti. E invece tutta la discussione è ancora incentrata, almeno per le élite europee, intorno alla necessità di effettuare tagli via via più aspri”.

Stefano Fassina, intelligente politico del PD, ingiustamente ostracizzato

Non è più tempo di stare a guardare; non è più il momento della “coesione nazionale”, del “meno peggio” e del “Franza o Spagna, basta che se magna”. C’è una guerra spirituale che va combattuta in campo europeo e mondiale contro le élite neoliberiste che guidano l’azione delle corporations, dei politici e dei giuslavoristi europei. Bisogna armarsi di conoscenza, guardare oltreoceano dove da vent’anni le menti più lucide stanno avvertendo l’Eurozona del pericolo che incorre nell’abbraccio mortale con il Neoliberismo.
Ancora Stefano Fassina: “La verità è che continuare sulla via della austerità cieca porta alla rottura dell’area euro e ad una involuzione sociale e democratica”.
La soluzione è semplice, continua il deputato PD ostracizzato ed escluso da quelle frange più vendute e anti-democratiche del partito (che lo dirigono, ahimè):

“1) trasferimento della sovranità economica ancora formalmente ed inutilmente custodita all’interno dei confini nazionali ad una istituzione di governance legittimata democraticamente dell’euro-area;
2) sostegno politico alla Bce per acquisti illimitati sul mercato secondario dei titoli di Stato in sofferenza;
3) ristrutturazione del debito greco;
4) ricapitalizzazione delle banche colpite dalla svalutazione dei titoli;
5) trasformazione del Fondo Salva-Stati in una Agenzia Europea per la gestione dei debiti sovrani;
6) allentamento delle politiche di bilancio e sostegno alla domanda aggregata attraverso investimenti pubblici trans-europei alimentati da eurobonds e dalla tassa sulle transazioni finanziarie speculative. “

La vera lotta, cari sindacati, non è contro il Marchionne o la Fornero di turno. Si tratta di una lotta per ottenere il futuro, e consiste nella possibilità che gli Stati europei ricomincino a creare ricchezza e posti di lavoro tramite un’utilizzo intelligente ed oculato della spesa pubblica, incrociato con una politica fiscale che tassi le rendite finanziarie e i grandi capitali e diminuisca le aliquote per i dipendenti e le piccole e medie imprese. Non armatevi contro i vostri datori di lavoro, armatevi contro chi coordina le politiche depressive e suicide dell’Eurozona.

“O con il popolo e la democrazia, o con la BCE e le oligarchie finanziarie” (Grande Oriente Democratico).