Spiragli

Un breve intervento, che è doveroso fare alla luce della partecipazione di Paolo Barnard ieri sera a L’Ultima Parola (Rai2).

Doveroso perché finalmente, dopo mesi di inutili richiami ad una fantomatica “unità nazionale” e ad una non meglio precisata ricetta per la “crescita”, il grande pubblico ha avuto modo di conoscere scampoli di verità, proclamati a chiare lettere.

Non dimenticherò mai la faccia di Colaninno, e il suo intervento berlusconeggiante e censorio, quando Barnard ha esposto il suo pensiero circa l’attuale premier: è l’emblema di una classe politica che per 20 anni ha sbraitato contro il Nemico Finale Berlusconi (senza mai prendere, però, quei due o tre provvedimenti che lo avrebbero definitivamente messo fuori gioco) e che ora difende attivamente un gruppo di tecnocrati non eletti che stanno devastando l’Eurozona.

Questa è storia, gente.

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La crisi economica e il Back-Office del Potere: incontro con Gioele Magaldi

Nel film The Matrix (1999), i fratelli Wachowski hanno rappresentato un mondo distopico, nel quale gli uomini sono imprigionati all’interno di un sistema di false rappresentazioni della realtà, artificialmente costruite per schiavizzarli.

La scena più sensazionale del film è senz’altro quella dell’iniziazione del protagonista Neo all’arduo percorso che lo porterà a svelare le realtà nascoste da quel mondo fittizio. Il suo mentore Morpheus gli porge due pillole, una blu ed una rossa: la prima per dimenticare tutto e tornare serenamente alla vita precedente, la seconda per gettarsi anima e corpo alla scoperta dei segreti di Matrix, e “scoprire quant’è profonda la tana del Bianconiglio”.

Ebbene, questa crisi offre l’occasione giusta per scegliere la pillola rossa, e in questo caso l’oggetto della ricerca è: perché nascono crisi economiche come questa, strutturalmente dirette a colpire i ceti medio-bassi della popolazione? E ancora, esistono motivi (diversi dal semplice profitto a breve termine) che abbiano spinto potenti gruppi di potere a tanto?

Il mondo di internet offre “verità” e chiavi di volta pronte all’uso per spiegare millenni di storia, ma troppo spesso provenienti da voci che pretendono di imbrigliare gli eventi nei loro schemi monolitici e distorti; perciò, un individuo inesperto ma desideroso di sapere, come il sottoscritto, rimane confuso e insoddisfatto di spiegazioni semplicistiche.

Così, tempo fa decido di cercare di contattare ed incontrare Gioele Magaldi, leader del movimento d’opinione Imagemassonico Grande Oriente Democratico, perché mi sembrano imponenti la qualità e la quantità delle informazioni riportate dal sito del movimento stesso (www.grandeoriente-democratico.com) così come assolutamente intrigante appare l’impostazione di fondo che regge le sue tesi. Seguo da mesi gli interessanti interventi del sito, ma sono convinto che un incontro personale possa dare ancora più solidità alla mia comprensione delle dinamiche analizzate da Grande Oriente Democratico.

In quella che poteva sembrare ad occhi esterni una semplice chiacchierata in un caffè di Roma, Gioele Magaldi ha esposto sinteticamente e parzialmente alcune delle considerazioni che egli argomenta e documenta nel suo libro “MASSONI
. Società a responsabilità illimitata. Il Back-Office del Potere come non è stato mai raccontato. Le ragioni profonde e le ragioni inconfessabili della crisi economica e politica occidentale del XXI secolo” (Chiarelettere Editore)
, di imminente uscita.

La nostra discussione è partita dall’analisi di due libri intriganti (ritenuti utili e suggestivi anche da Magaldi, che però li giudica limitati e carenti sotto alcuni profili storico-critici) come Il Più Grande Crimine di Paolo Barnard e Il romanzo della crisi dell’anonimo che si firma Agente Americano: in essi viene delineata una contro-storia del potere politico e finanziario dell’ultimo secolo, e in particolare di come alcuni gruppi di potere sovranazionali, tendenzialmente conservatori ed iper-liberisti, abbiano elaborato qualche decennio fa un piano per far precipitare nella recessione le economie delle democrazie occidentali, e metterne in discussione la sovranità nazionale e popolare. Mentre Barnard affronta prevalentemente la storia dell’Unione Europea e dell’euro come strumento di oppressione, Agente Americano si concentra sulla realtà americana, ma entrambi individuano dei responsabili precisi: le èlite neoliberiste, neoclassiche, neomercantili, il cui potere si esplica e si propaga per mezzo di Club sovranazionali come la Commissione Trilaterale, il Club Bilderberg, il Council on Foreign Relations e molti altri.

Questa ricostruzione, solo parzialmente condivisa da Magaldi, è infatti da lui ampliata, integrata e corretta mediante l’inclusione dell’elemento chiave per spiegare questa malsana egemonia totalitaria della finanza iper-mercatista: è la Massoneria, con tutta la complessità della sua storia non solo “politica” ma anche “filosofico-spirituale”.

Contrariamente a quanto si crede nell’immaginario collettivo, la Massoneria è infatti un’istituzione bifronte. Magaldi spiega che, dopo la fase rivoluzionaria del XVIII secolo, in cui la Massoneria costituì il centro propulsivo e creativo della distruzione dell’Ancièn Regime all’insegna del fondamentale trinomio Libertà-Uguaglianza-Fraternità (che sarà assunto come obiettivo di tutte le stagioni rivoluzionarie euro-occidentali) il mondo libero-muratorio si spacca pressappoco in due, con ampie zone grigie tra l’uno e l’altro orientamento.

Se nella stagione settecentesca il nemico comune era rappresentato dal principio secondo cui l’aristocrazia veniva legittimata al potere da un supposto diritto di sangue, tutto cambia dopo la distruzione di quell’antico ordine sociale, firmata e resa possibile soprattutto dalla Massoneria. Mentre gran parte dei massoni sostiene la necessità di continuare sulla strada dell’ampliamento dei diritti civili, politici, umani, in una continua ricerca del bene e del progresso liberale e democratico dell’umanità, altri consistenti gruppi latomistici prendono le distanze da quest’impostazione. Massoni come Edmund Burke (ma è un nome fra tanti), ad esempio, oscillano tra la difesa conservatrice del modello aristocratico-parlamentare inglese e un rinnovamento del principio d’autorità precedente, ma con una significativa variazione: in sostanza non più l’egemonia di un’aristocrazia di sangue, in quanto tale archiviata dalla storia, ma un’aristocrazia dello spirito, che lasci agli uomini “più elevati” iniziaticamente (talora anche di nobile lignaggio, ma spesso no) l’onere e l’onore di governare la massa degli individui “inferiori”.

Per precisare quest’aspetto, Magaldi spiega come tale convinzione trovi le sue radici in un’interpretazione oligarchica del pensiero gnostico valentiniano, in particolare dell’idea che gli uomini siano suddivisi in tre classi “ontologiche”:

– quella degli uomini ilici (dal greco hyle, materia), legati esclusivamente alle pulsioni e alle emozioni, ed incapaci di governare sé stessi;

–  quella degli uomini psichici (da psiche, anima) legati prevalentemente alla razionalità e all’intelletto, ma con scarsa conoscenza della realtà spirituale;

–  quella degli uomini pneumatici (da pneuma, spirito), ovvero quelli che realizzano in sé il mix perfetto fra corpo, anima e spirito.

Questa categoria di massoni elitari, ampia ed eterogenea, condivide l’obiettivo di farsi leader pneumatica dell’umanità, considerata non come comunità da perfezionare progressivamente nel suo insieme nel rispetto di regole democratiche e pluraliste (come è invece obiettivo dei massoni progressisti) bensì come massa informe, incapace di essere plasmata se non da un gruppo di elitari Maestri Illuminati.

ImageDa questa dialettica massonica nascono, secondo Magaldi, le grandi contrapposizioni ideologiche che contraddistinguono Modernità e Contemporaneità. Si va dall’epoca delle lotte politico-sociali ottocentesche e dei vari risorgimenti nazionali anti-Restaurazione a la Prima e alla Seconda Guerra Mondiale, fino alla guerra finanziaria che stiamo sperimentando sulla nostra pelle nel XXI secolo. Questa affonda le sue radici in una revanche neoliberista che, a partire dagli anni ’70, inizia ad affossare e denigrare qualunque modello socio-economico keynesiano. Inoltre, è sempre da quegli ambienti massonici elitari e reazionari che hanno avuto origine il Fascismo ed il Nazismo (nonostante le apparenti proclamazioni anti-massoniche, in realtà dirette scientificamente contro le componenti progressiste e democratiche della Libera Muratoria); da quel tremendo scontro, la Massoneria progressista esce vincitrice (vedi soprattutto l’opera di quei Fratelli che agirono accanto al Massone Franklin Delano Roosevelt e al Massone reazionario pentito Winston Churchill) ed ha ancora ampi spazi di manovra nel primo dopoguerra, ma per Magaldi gli anni ’70 segnano l’ascesa di vecchie-nuove componenti massoniche oligarchiche e reazionarie.

Abilmente celate dietro una maschera di universalità cosmopolita e di propensione verso l’intero villaggio globale, queste componenti, fortemente radicate anche nella grande industria e nell’alta finanza, si fanno portatrici di un’aberrazione imperialistica e tirannica della globalizzazione, foriera di squilibri e spaccature ancora più profonde fra Nord e Sud del mondo. Dopo aver completamente trasformato i rapporti di produzione, creando sacche di lavoro sottopagato e schiavizzato nei Paesi in via di sviluppo, queste correnti massoniche iniziano ad adoperarsi anche per una destrutturazione progressiva di quella che era stata la linfa della politica economica relativamente equa e armoniosa degli Stati occidentali democratici del XX secolo: la finanza pubblica finalizzata a promuovere ampia occupazione e giustizia sociale.

Ostracizzando persino la memoria dei Massoni progressisti Keynes e Roosevelt, ostacolando qualunque sviluppo neo-keynesiano in termini di intervento pubblico nell’economia, questi massoni neo-oligarchici diffondono e rendono ovunque (accademie, think-tanks, istituzioni economico-finanziarie internazionali, alte burocrazie dei singoli stati, dirigenti politici di destra e sinistra) egemone una visione iper-liberista ed iper-mercatista, in cui, per dirla con Reagan, lo Stato diviene il problema e non la soluzione. E via con tagli alla spesa statale, deregolamentazioni mostruose, progressivo annullamento dei margini d’azione pubblici nelle politiche economiche. Ecco che gli anni ’90 e 2000 divengono le epoche d’oro della finanza speculativa, ma si trasformano nell’incubo del 99% della popolazione, che vive una crisi strutturale ormai vecchia di 30 anni.

L’Europa è, in questo senso, un laboratorio ideale per questo esperimento di ingegneria sociale. Riuniti negli stessi consessi in cui altri massoni, favorevoli ad un’idea di progresso ecumenico dell’intero continente, elaborano i passi necessari per giungere agli Stati Uniti d’Europa, gli “oligarchici” si muovono per eliminare ogni residuo di sovranità, prima monetaria, poi politica delle singole nazioni, ma badando bene di non restituirle in alcun modo ai cittadini europei, magari sotto forma di organi comunitari funzionanti, controllabili dal popolo e sottoposti a regole liberali e democratiche.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti: un sistema monetario (l’euro) che introduce assurdi vincoli finanziari agli Stati, costringendoli a reperire risorse nei mercati di capitali, una Commissione Europea non eletta da nessuno che ha però la prerogativa di iniziare gli iter legislativi, una Banca Centrale Europea che è preposta all’unico e teologico obiettivo del mantenimento della stabilità dei prezzi, ma che per di più impone precisi indirizzi di natura politico-economica ai singoli stati.

In sostanza: zero sovranità monetaria, zero impatto del settore pubblico sull’economia, squilibri insanabili fra Paesi “forti” e “deboli” dell’UE.

Il tutto culmina con la svolta dell’autunno 2011, quando Grecia ed Italia, colpite dalla crisi degli spread, vengono sottoposte al commissariamento dei podestà forestieri Lucas Papademos e Mario Monti (rispettando formalmente le Costituzioni dei due Paesi, ma imponendo determinate politiche economiche con diktat insindacabili e la costante minaccia dello spauracchio “spread” sui buoni del tesoro). Guarda caso, si tratta di due alfieri neoliberisti, che s’impegnano sin da subito a realizzare politiche di austerità totalmente recessive e depressive che strangolano ancor di più le economie interne. Il tutto sotto la scaltra presidenza della BCE di Mario Draghi, il quale si profonde nell’obiettivo di dirottare enormi quantità di fondi europei verso banche e istituti finanziari internazionali: mai però un euro in più alle imprese in condizioni di stretta creditizia o ai governi degli Stati, i quali, evidentemente, non sono too big to fail come le banche.

Nell’ottica di Magaldi, questa serie di operazioni ha come obiettivo finale la creazione di un nuovo ordine sociale, in cui un gruppo di tecnocrati non eletti cerca ed ottiene la leadership incondizionata dell’Occidente, ma resta all’ombra di istituzioni solo apparentemente democratiche. Una nuova Matrix, insomma, dove le frequenze del potere sono condensate in palazzi inaccessibili ai più e i poteri non sono più legittimati dal basso, ma eterodiretti dall’alto.

ImageCiò che però egli ribadisce costantemente è che questo Progetto, così abilmente congegnato, non è una macchinazione portata avanti dall’intera classe dirigente mondiale (un presunto Vero Potere elitario monolitico e uniforme immaginato da complottisti e cospirazionisti vari, in realtà inesistente in questi termini); così come non nasce nei Club mondialisti di cui si è parlato in precedenza, che al massimo sono teatro di incontro e scontro tra diverse componenti e fazioni (particolarmente sopravvalutati sono Aspen Institute e Club Bilderberg, luogo di incontro e discussione tra istanze macropolitiche differenti tra loro). Se di Piano o Progetto intelligente e consapevole si deve parlare, esso va semmai ascritto all’opera di alcune fazioni massoniche e paramassoniche elitarie e neo-aristocratiche/oligarchiche. In tutto ciò, Magaldi aggiunge che, nonostante in questo momento il “partito oligarchico” sia in netto vantaggio, gli oppositori, di cui egli fa parte, si stanno attrezzando per combattere e resistere ad una epocale involuzione e stabilizzazione anti-democratica ed illiberale dell’ecumene globalizzata, Occidente compreso.

Naturalmente, mi scuso con Magaldi se ho tentato di semplificare a scopo introduttivo alcuni temi del suo libro – certo assai più complesso, articolato e ricco di analisi esplicative sulla natura e sulla genesi del potere nella società moderna e contemporanea di quanto non sia raccontato in questa mia esposizione – ma ho ritenuto utile iniziare a familiarizzare l’opinione pubblica su un’ermeneutica così raffinata e preziosa per comprendere il Mondo in cui viviamo, e le sue radici storiche e ideologiche più profonde. Tutto ciò viene esposto, sia chiaro, al di là di tutte le teorie complottiste e cospirazioniste monodirezionali (che servono a deviare l’attenzione dalle effettive e complesse trame egemoniche perseguite da influenti gruppi sovra-nazionali in conflitto e concorrenza tra loro); e invece, come direbbe Magaldi, cercando di portare alla luce un po’ per volta quello che effettivamente accade nel Back-Office del Potere, solitamente sottratto allo sguardo dell’individuo comune, del politico comune e persino del mainstream mediatico. Quest’ultimo, d’altronde, si presenta spesso o poco attrezzato culturalmente per comprendere quello che si muove all’ombra dell’ufficialità istituzionale-diplomatica, oppure troppo asservito, mediocre e intimorito per indagare e spiegare senza superficialità censoria o auto-censoria le vicende più complesse dell’attualità.

“Non si poteva fare diversamente”

Nel mezzo del casin di nostra vita, fra i beceri exploit del Trota e i soliti giochi di prestigio di Comunione e Liberazione, la notizia politica più significativa dell’anno 2012 è passata inosservata grazie all’immancabile silenzio dei media.

Lo scorso 17 aprile infatti, il Senato ha approvato in seconda lettura il ddl che introduce nell’art. 81 della nostra Costituzione il vincolo del pareggio di bilancio: 235 voti favorevoli, 11 contrari, i restanti astenuti o “in missione”. Roba da economisti, diranno i più. Sarà, ma cosa tutto ciò significhi in termini pratici lo hanno spiegato con dovizia di particolari Paolo Barnard, Lanfranco Turci, Vladimiro Giacchè e perfino un accademico della Luiss, il prof. Giuseppe Di Taranto, ai microfoni del Tg1.

Il messaggio è forte e chiaro: se lo Stato tassa esattamente in misura eguale alla spesa che effettua per la cittadinanza, quella che gli economisti chiamano “domanda aggregata interna” subisce delle pesanti diminuzioni, che a loro volta hanno un effetto depressivo sui redditi, e così via fino ai consumi, che ne usciranno devastati. Per anni, l’egemonia neo-liberista imperante, che regna in maniera assolutamente bipartisan, ci ha raccontato che il debito pubblico è di per sè un cancro da combattere, ma senza spiegarcene accuratamente la ragione. Si dà per scontato che lo Stato, come un qualsiasi padre di famiglia o una qualunque impresa, debba risparmiare in misura uguale o superiore a quella che desidera spendere: da qui l’idea che sia necessario tendere verso il pareggio di bilancio, per assicurare un buon corso dell’economia interna.

Niente di più falso, e lo possiamo appurare riflettendo sulla natura del sistema monetario vigente. In sostanza, gli Stati membri dell’Unione Europea hanno perso ogni forma di sovranità monetaria: sono vincolati dal punto di vista finanziario dalla quantità di titoli del debito che riescono a collocare sul mercato, offrendoli a investitori privati, a tassi d’interesse decisi dal mercato stesso (non mi dilungo sul meccanismo, che ho trattato in questo post).

Una misura così fortemente depressiva è stata votata a maggioranza dall’intero asse partitico che sostiene il governo Monti (Pd, Pdl, Udc); eppure non è poi così datata l’affermazione del segretario del Pd Pierluigi Bersani, il quale in data 11/08/2011 affermava: “Non parlateci di pareggio di bilancio in Costituzione, sarebbe castrarsi da ogni politica economica“.
E certo che sarebbe castrarsi da ogni politica economica: del resto anche negli Usa si era provato ad introdurre un simile principio, ma con grande tempestività diversi premi Nobel per l’economia hanno informato il governo Obama e l’opinione pubblica dell’assoluta scempiaggine che si stava per compiere.

Cosa ha spinto allora il Pd a votare in maniera così allineata e coperta questo provvedimento, imposto con diktat degno degli antichi imperatori persiani dal Direttorio tedesco dell’Unione Europea?
Senz’altro, all’interno del partito esiste un solco profondo fra i convinti assertori di simili norme, ad esempio i centristi ex-Margherita che guardano con favore ad uno “Stato minimo” di matrice reaganiana, e la corrente più a sinistra, che Bersani sembra rappresentare; ma il voto è stato unanime e compatto.

La redazione di Democrazia Radical Popolare, movimento politico vicino al Grande Oriente Democratico, ha così descritto gli avvenimenti di quei giorni:

Costui [Bersani], dopo aver affermato nell’agosto 2011 che inserire il principio del Pareggio di Bilancio obbligatorio in Costituzione sarebbe equivalso ad un’opera di castrazione e inibizione di qualsivoglia politica economica, con inenarrabile faccia di bronzo ha impartito ai deputati e senatori PD l’ordine di scuderia di approvare questa misura suicida e criminale per le sorti del popolo italiano.

[…] Si tratta di misure ferocemente neoliberiste, di una destrorsità talmente ottusa che anche un conservatore come David Cameron le ha rigettate e persino un liberal-liberista italiota doc come Nicola Porro ha dovuto ammettere che, in un momento come l’attuale, spingere per il Pareggio di Bilancio Costituzionale era quantomeno inopportuno.

Si tratta insomma di un’inversione a 90° gradi, di cui gli stessi elettori del PD non si rendono minimamente conto. La domanda che sorge spontanea è: chi è questo dio potente che induce il segretario del partito a militarizzare il tal senso la votazione?
Soprattutto perché ieri, 20 aprile, Pierluigi Bersani ha dichiarato ad un cittadino, che gli poneva una simile domanda, che ribadisce le posizioni espresse l’11 agosto 2011, così come la sua disapprovazione delle politiche economiche tracciate dal Fiscal Compact. “Non si poteva fare diversamente“, ha però aggiunto, quando lo stesso cittadino gli faceva notare che il voto del suo partito al Senato andava esattamente nella direzione opposta.

Il quadro assume tinte sempre più fosche. Al di là del giudizio di merito che si può dare ad una simile insipienza, ed una tale mancanza di lungimiranza da parte del PD, ciò che emerge dalla vicenda è che il Parlamento italiano è stato completamente esautorato da ogni suo potere.
Non solo il governo tecnocratico europeo, nella persona di Monti, ha stretto sempre più rapidamente la sua morsa attorno all’Italia, ma anche attorno a quelle sparute frange di dissenso. L’evidente minaccia a tali forze è stata chiara: ve la sentite di opporvi a qualcuno che è in grado di far aumentare vertiginosamente lo spread fino al punto di non ritorno, e di far ricadere, tramite i media, la responsabilità del successivo collasso sulle vostre teste?
Evidentemente non se la sono sentita.

Il massimo del dissenso possibile, per membri del PD come Vincenzo Vita, è stato l’astensione. Dalle sue parole, apparse su Twitter, si deduce l’entità dell’assoluta impotenza della politica italiana, di fronte alla forza di lorsignori: “Ieri mi sono astenuto nel voto sull’equilibrio di bilancio, ritenendo sbagliato metterlo in Costituzione. E’ stata una scelta di dissenso“.

E così, all’insegna del “ce lo chiede l’Europa” e del “non si poteva fare diversamente”, si chiude un cerchio che è iniziato da qualche decina di anni, con la ratifica benpensante del Trattato di Maastricht e dei successivi accordi europei, le privatizzazioni selvagge del ’92, ad opera di un signore che oggi presiede la BCE, le misure destabilizzanti e depressive su occupazione e tassazione promosse dai governi di centro-destra e centro-sinistra, legati a doppio filo alle lobby finanziarie mondiali che stanno profittando da questa crisi.
Questo paziente lavoro di estromissione della politica dal suo ambito d’azione ha dato i suoi frutti, grazie ai rapidi passi in avanti che le forze politiche italiane hanno permesso a questo progetto di compiere.

Lasciate ogni speranza voi che entrate“, quindi, ma soprattutto, lasciate ogni speranza voi che votate.

Tremate.

Iniziate a tremare, Fratelli reazionari ed oligarchici, clericali e anti-democratici.
A Rimini, 2188 persone hanno potuto fruire di contenuti e conoscenze in termini economici che volete occultare da oltre mezzo secolo. Che sia la Modern Money Theory (MMT), che sia il circuitismo, o il mero pensiero di John Maynard Keynes: avete paura che ciò sia divulgato alla massa, perché l’unica arma in grado di distruggervi è la conoscenza.

Scherzate quanto volete con la vita e la sofferenza delle popolazioni europee e mondiali; diffondete disinformazione e provate ad occultare i focolai di resistenza che sorgono ovunque (come il Summit di Rimini, tranquillamente ignorato dalla stragrande maggioranza dei media e della politica nostrana).
Ma ormai le nostre armi non sono i forconi, le proteste irrazionali e viscerali, le occupazioni prolungate: è la conoscenza, proprio quella che state tentando di tenere fuori dal dibattito politico, creando in tal modo una sorta di scollamento tra la tecnica e la democrazia; a causa di cui, peraltro, il 99,9% della popolazione è disorientato, nel marasma di situazioni che non riesce a comprendere.

Il vostro peggior nemico è il benessere comune, la ricchezza condivisa dalla popolazione nel suo insieme, la vita della pòlis perfettamente integrata; ma, come direbbe William K. Black, noi siamo il vostro incubo peggiore, e vi daremo filo da torcere.

No pasaràn.

L’ESM: criminalità o delinquenza?

Sottoscrivo in pieno la seguente mozione, scritta e promossa da Lidia Undiemi di PalermoReport.it. Invito tutti a leggerla, farla propria e diffonderla il più possibile.
Scegliete da che parte stare, perchè questa è guerra.

Mozione popolare contro l’attribuzione ad una organizzazione finanziaria intergovernativa del fondo “salva stati”

Premesso che:
Il dibattito sulle cause della crisi è praticamente scomparso dalla scena pubblica.
In un contesto di questo tipo le politiche di austerity rappresentano un sacrificio drammaticamente inutile per i cittadini in quanto, sostanzialmente, si tratta di versare ulteriore liquidità nel buco nero della finanza speculativa.
I leader dei paesi europei stanno tentando, in fretta e furia, di portare a regime il trattato che istituisce il Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM), ossia lo strumento scelto dalla politica di Bruxelles per fornire assistenza finanziaria ai paesi in difficoltà, sulla base, si badi bene, del rispetto da parte dello Stato (potenziale) debitore di “rigorose condizionalità” negoziate con l’ESM nell’ambito di un programma macro-economico di aggiustamento e di una rigorosa analisi di sostenibilità del debito pubblico.
Il trattato ESM non è semplicemente un insieme di regole finalizzate ad ottenere la stabilità finanziaria della zona euro ma si tratta di un documento che disciplina l’istituzione di un organismo finanziario internazionale dove i 17 paesi aderenti, compresa l’Italia, dovranno negoziare, non in qualità di Stati sovrani ma di soci e di debitori, scelte di politica nazionale al fine di ottenere la liquidità necessaria per evitare il default.
La pericolosità di tale scelta per i cittadini europei è riscontrabile nelle trattative con il governo greco: organismi internazionali (troika) mirano a sostituirsi alle istituzioni nazionali imponendo ai rappresentanti politici la firma di un documento che attribuisce il peso della crisi alla popolazione, in cambio dell’assistenza finanziaria necessaria per pagare il debito in scadenza. Taglio delle pensioni, riduzione dei salari minimi e privatizzazioni, queste sono misure di austerità che scavalcano i sistemi democratici e che tolgono ai cittadini la possibilità di poter attuare politiche di sviluppo economico in grado di contrastare la finanza speculativa.
L’ESM intende operare come un qualsiasi istituto finanziario, erogando prestiti, rivolgendosi al mercato per potere soddisfare le richieste di concessione di denaro al fine di ottenerne un profitto.
I membri dell’istituzione finanziaria ESM, compresi quelli dello staff, sono immuni da procedimenti legali in relazione ad atti da essi compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni. L’ESM gode inoltre di una incomprensibile “inviolabilità” dei documenti.
Il trattato stabilisce che i beni, le disponibilità e le proprietà del MES, ovunque si trovino e da chiunque siano detenute “godono dell’immunità da ogni forma di giurisdizione, salvo qualora il MES rinunci espressamente alla propria immunità in pendenza di determinati procedimenti o in forza dei termini contrattuali, compresa la documentazione inerente gli strumenti di debito” e “non possono essere oggetto di perquisizione, sequestro, confisca, esproprio e di qualsiasi altra forma di sequestro o pignoramento derivanti da azioni esecutive, giudiziarie, amministrative o normative”.
Dal punto di vista democratico, considerando anche i grandi sacrifici che vengono chiesti agli stati europei, risulta incomprensibile la scelta di garantire l’esenzione fiscale all’ESM.
Nonostante l’assenza pressoché totale di informazione, il trattato ESM non è ancora entrato in vigore in quanto occorre la ratifica da parte degli stati aderenti della modifica dell’art. 136 del Trattato sul Funzionamento dell’UE (decisione del Consiglio Europeo) che istituisce il meccanismo di stabilità finanziaria per la zona euro.
Il Parlamento europeo si è già espresso in favore della modifica dell’art. 136 con 494 voti favorevoli.
Se i parlamenti nazionali ratificano l’entrata in vigore del trattato ESM si potrebbero anche verificare gravi scenari di retrocessione civile.
In Italia, il disegno di legge (n. 2914/2011) per la ratifica è stato presentato dall’ex ministro degli Affari esteri, Franco Frattini, di concerto con l’ex ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti, l’ex ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, l’ex ministro per le Politiche europee, Anna Marina Bernini Bovicelli. Già la 1° commissione permanente Affari Costituzionali ha dato esito “non ostativo” (14 dicembre 2011) e la 14° commissione permanente Politiche dell’unione europea si è espressa in modo favorevole con osservazioni (25 gennaio 2012).
Sarebbe estremamente utile che i cittadini degli altri 16 stati verificassero lo stato di attuazione della ratifica della modifica dell’art. 136 nel proprio paese.
Si chiede:
ai parlamentari nazionali di esprimere voto contrario alla ratifica della modifica dell’art. 136 del Trattato sul Funzionamento dell’UE; al Presidente del Consiglio Mario Monti di spiegare ai cittadini italiani “luci ed ombre” del trattato ESM mediante dibattiti pubblici e di valutare proposte alternative di soluzione alla crisi;
al Presidente della Repubblica di non autorizzare la ratifica e di riferire pubblicamente le motivazioni del grande silenzio sui reali termini dell’entrata in vigore dell’ESM.
Si invitano:
associazioni, movimenti, intellettuali, lavoratori, imprenditori e qualsiasi altra categoria sociale dei 17 paesi aderenti a mobilitarsi per contrastare l’entrata in vigore del trattato ESM in modo civile e non violento, anzitutto sottoscrivendo questa mozione popolare. Sarebbe inoltre utile inviare richieste di chiarimenti ai parlamentari nazionali, ai ministri e, almeno per quanto riguarda l’Italia, al Presidente della Repubblica;
giornalisti di qualsiasi mezzo di informazione pubblico o privato a trattare la questione; magistrati e docenti universitari a valutare l’esistenza di profili di incostituzionalità e ad esprimersi sull’impatto che le immunità ed i privilegi contenuti nel trattato ESM possono avere nella vita democratica del paese, tenendo anche conto del crescente grado di corruzione politica.

Lo volete dire?

He was the right man in the right place: he made the wrong choices, he is pushing Europe into the dark zone.
(Paul Krugman su Mario Monti)

Carissimi internauti, oggi sono particolarmente incazzato. Sono reduce da un viaggio nel Regno Unito, dove ho compreso che in buona sostanza il nostro destino si gioca in una partita a scacchi. Essa vede, da un lato, un team eterogeneo di politici ed economisti che ripudiano la teoria del pareggio di bilancio (perchè di mera teoria si tratta, e non di salvifica medicina): ne fanno parte pezzi da novanta come Paul Krugman, Amartya Sen, Nouriel Roubini, parte dello staff di Obama (che pure contiente degli elementi disgustosamente neo-liberisti) ma anche e soprattutto moltissime voci alternative. Dall’altro, vi è un gruppo di politici e tecnocrati che sanno mascherare con disinvoltura un pensiero ferocemente oligarchico, reazionario e anti-sociale: ne fanno parte Angela Merkel, Mario Draghi, Nicholas Sarkozy, Mario Monti, David Cameron, Mitt Romney e gran parte dell’establishment europeo.

I nostri media bovini, ignoranti e malevoli ci hanno fatto credere che l’incontro di Monti con Obama è stato una sorta di recupero dell’Arca dell’Alleanza, dove il presidente americano avrebbe concordato con il nostro Marione una inesistente strategia comune per il salvataggio dell’Eurozona. Non è così, e per provarvelo vi riporto tre dichiarazioni che ho rintracciato nel blog dell’ottimo Sergio Di Cori Modigliani:

Giovedì 9 Febbraio. Corriere della sera on line. Ore 20. “Obama promuove l’Italia mentre a Bruxelles si trova l’intesa con la Grecia. Bene spread e borsa che vola con titoli bancari al rialzo”.

La repubblica on line. Ore 20. “E’ ufficiale: Bruxelles e la Grecia firmano l’accordo. Monti trova il semaforo verde a Washington. Si va avanti. Adesso: lavoro e ripresa economica”.

Venerdi 10 Febbraio. Ore 11. San Francisco Chronicle. Business section. “L’elegante e colto professore italiano non incanta Obama. Frattura tra due idee diverse dell’Europa, della gestione del mercato del lavoro e della ripresa degli investimenti”.

Ore 13. London Stock Exchange, comunicato stampa: “la mancanza dell’accordo tra BCE e la Grecia, dove la situazione rischia di sfuggire al controllo sociale, impone una cauta riflessione: le banche italiane non reggono l’urto dei mercati”.
Punto e a capo. Ma la ragione della mia profonda incazzatura risiede della negligenza, nell’imperizia, nell’imprudenza, nell’asservimento, nella stupidità, nella totale incapacità ermeneutica delle figure che, in Italia e in Europa, dovrebbero rappresentare “le forze progressiste e democratiche”. Sì perchè l’elenco delle qualifiche sopra citate è sempre stato e sempre sarà patrimonio di quell’ala conservatrice e filo-governativa delle destre; ma vedere che tutto il centro-sinistra italiano merita a pieno titolo questo popò di complimenti fa capire la portata della globale manipolazione a cui l’èlite finanziaria ci sta sottoponendo. Una manipolazione che riesce a far passare per “salvataggio” il massacro che la troika UE-BCE-FMI sta imponendo ad una Grecia ormai stremata; e riesce ad omettere dei punti fondamentali che invece vanno ribaditi con forza.
A Repubblica, al Partito Democratico e a Il Sole 24 Ore. Lo volete dire che il debito pubblico è un falso problema, e che il vero problema è la mancanza di un’autorità centrale, che svolga una vera politica monetaria, invece di limitarsi a tenere bassa l’inflazione per far viaggiare in alto l’export dei Paesi più forti?
Volete dire ai vostri lettori che il mondo intero è sotto attacco da parte di un patto scellerato fra gli sciacalli della finanza e le sacche più retrive e reazionarie del potere, che hanno trovato nella speculazione finanziaria il cavallo di Troia perfetto per distruggere i progressi che il diritto, la democrazia e la società hanno compiuto negli ultimi 250 anni?
Volete aggiungere che l’asse Monti-Draghi-Merkel è il cerbero al servizio degli squali della finanza, e che condivide con essi la responsabilità di aver fatto collassare tutta l’Europa mediterranea, oltre che di aver svolto un lavoro chirurgico di macelleria sociale negli Stati Uniti, di aver consentito che la delocalizzazione del lavoro delle grandi imprese creasse da noi una disoccupazione devastante, e nei Paesi in via di sviluppo una nuova forma di schiavitù?
Volete, infine, ammettere che avete riso e scherzato per anni di una figura pericolosissima, malevola, responsabilie del declino italiano, senza combatterlo quando andava combattuto, salvandolo sempre nei momenti in cui meritava un colpo di grazia politico? Volete dirlo che il Maestro Venerabile Silvio Berlusconi e il suo staff sono stati al Governo per 20 anni con il mandato di fare i propri cazzi e lasciare appositamente l’Italia fallire, in accordo con il Gotha della finanza mondiale, che in cambio ha consentito al Fratello Silvio di restare in sella, impunito e riverito, finchè era utile?
Sono semplici consigli, ma ricordatevi che se non li terrete a mente sarete anche voi nel banco degli imputati di un processo che la Storia farà ai danni di questa criminosa oligarchia mondiale. I danni che essa ha causato al pianeta meritano una denuncia al Tribunale Internazionale dell’Aia per crimini contro l’umanità: quando ciò accadrà, sarà il mondo intero a sputargli in faccia.

La cura Monti ci porterà all’eutanasia

Cito testualmente dal sito Democrazia Radical Popolare (http://www.democraziaradicalpopolare.it).

“Mario Monti, a margine del suo recente soggiorno londinese, ha specificamente chiesto ai Fratelli della City di impegnarsi in modo massiccio per acquisti di titoli di stato italiani, in modo tale da favorire un significativo calo del suddetto e famigerato spread. Ciò, in cambio di generose concessioni affaristiche sull’imminente business delle dismissioni/privatizzazioni di beni e aziende pubbliche italiane, nazionali e locali. In tal modo, i cittadini del bel Paese avranno l’illusione (mediante un’artificiosa e revocabile discesa dello spread, scientemente e strumentalmente realizzata per fini speculativo-predatori imminenti da gruppi finanziari e fondi di investimento manovrabili da Fratelli britannici) di aver cominciato a migliorare qualcosa, mentre in realtà la disoccupazione continua ad aumentare, le aziende italiane continuano a fallire, le banche concedono sempre meno credito, le tasse aumentano, i redditi calano così come il potere d’acquisto di salari e pensioni, la spesa e i servizi pubblici diminuiscono in qualità e quantità, la precarietà non diviene mai flessibilità e dinamismo di offerta lavorativa, e ci si prepara anche a rendere i licenziamenti più facili e indolori per chi li dispone, spacciando impunemente la cosa per un incentivo all’assunzione e alla mobilità professionale.

Il governo Monti, in sostanza, è un esecutivo di pericolosi impostori, manipolatori e parolai che, con la complicità di mass-media servili e di forze politiche ignave, ignoranti e imbelli (oltre che subalterne culturalmente e ideologicamente), vendono agli italiani le loro ricette dogmaticamente mercatiste come preziose perle di sapienza politico-economica.

Si tratta in realtà di provvedimenti legislativi e normativi in certa misura insignificanti, in altri casi, invece, drammaticamente pericolosi e nocivi per il bene comune.

Ma l’aspetto più rilevante dell’esecutivo Monti non è rappresentato da ciò che esso sta facendo o intende fare, quanto da quello che esso non sta facendo né mai farà, causando così la perdita di tempo prezioso all’Italia e all’Europa, che avrebbe avuto bisogno di un Premier italiano (in rottura con il pernicioso duetto “Merkozy”) sostanzialmente autorevole ed incisivo nel far cambiare rotta alle politiche della UE e non vanamente celebrato per i suoi allori passati e futuri di servizievole cane da guardia dell’ortodossia mercatista propugnata da “Sorella Merkel” e “Fratello Draghi” (tanto per usare termini cari al lessico muratorio in voga legittimamente, purtroppo, anche presso gli ambienti più reazionari e oligarchici di certa massoneria e para-massoneria planetaria).

In definitiva, il “giochetto” per truffare/abbindolare gli italiani è il seguente (ammesso che riesca sino in fondo , perché le variabili sono notevoli, anche in presenza di massicci acquisti artificiosi e mirati di titoli di stato italianida parte di solidi gruppi finanziari vicini al Massone Monti) : fintanto che scende lo spread, il Premier bocconiano si sente autorizzato a procedere spedito con le sue pseudo-riforme pseudo-liberalizzanti e a traccheggiare sulla richiesta di vere e incisive riforme strutturali della governance politico-economica europea ai vari partners europei (Germania e Francia in testa).

Mentre la Grecia sta costituendo il laboratorio più truculento e tragico della ferocia iper-mercatista tecnocratica ed oligarchica (con BCE, FMI, UE e tutti gli altri soggetti interessati placidamente coesi nel massacrare socialmente la culla della civiltà europea), il disegno progettato per l’Italia è solo poco più soft.

E prevede delle varianti, in caso di opposizione parlamentare alla sua realizzazione.

Non appena le misure austere, recessive e depressive dovessero essere stoppate o ostacolate, il Massone Contro-Iniziato Monti, di concerto con il Massone Contro-Iniziato Draghi, provvederà a facilitare nuovi aumenti dello spread (attivando fior di amici fraterni operanti sulle principali piazze finanziarie, Londra in testa, per mettere in opera, in questo caso, massicce vendite di titoli di stato italiani), il cui rialzo sarà opportunamente enfatizzato dalle truppe mediatiche asservite, così da ri-legittimare il proseguimento senza intoppi della legiferazione neoliberista e ipermercatista montiana.

Obiettivi principali e finali dell’esecutivo Monti: dismissione/privatizzazione di beni, aziende e servizi pubblici nazionali, regionali e locali (a very great business for many brothers and friends) e, naturalmente, revisione dei diritti del lavoro, così da rendere disponibile anche nel Bel Paese molta nuova manodopera a basso costo, soprattutto per aziende tedesche, francesi o sovra-nazionali interessate ad una forzata proletarizzazione/cinesizzazione dell’Italia e dell’Europa.

Quindi, ammesso e non concesso che il famigerato spread possa tornare ai livelli pre-estate 2011, ma nel contempo la disoccupazione dovesse aumentare esponenzialmente (serve agli Oligarchi per imporre nuove forme di occupazione con salari e condizioni contrattuali sempre più infimi), il potere d’acquisto delle famiglie (vessate da nuove tasse e private sempre più di servizi pubblici) diminuire sensibilmente, il credito divenire sempre più inaccessibile per aziende e cittadini, le imprese fallire, i commerci languire e i professionisti non ottenere pagamenti da clienti sempre più squattrinati, che cosa se ne saranno fatti gli ITALIANI della CURA MONTI?

Un Nuovo Centro-Sinistra degno di questo nome deve iniziare sin d’ora ad elaborare le giuste strategie comportamentali per far fronte a questo ordine di cose, tanto nel presente che nell’immediato futuro. Senza sottovalutare i suoi antagonisti, che si annidano spesso, come serpi in seno, all’interno degli stessi partiti “progressisti”. Serpi inviate/infiltrate per conto di poteri oligarchici disposti a manipolare indifferentemente destre e sinistre, pur di conseguire i propri scopi eversivi di una normale vita democratica delle società umane contemporanee.”

Qualcosa mi dice che dovrete tenere a mente queste parole fra qualche mese.