Spiragli

Un breve intervento, che è doveroso fare alla luce della partecipazione di Paolo Barnard ieri sera a L’Ultima Parola (Rai2).

Doveroso perché finalmente, dopo mesi di inutili richiami ad una fantomatica “unità nazionale” e ad una non meglio precisata ricetta per la “crescita”, il grande pubblico ha avuto modo di conoscere scampoli di verità, proclamati a chiare lettere.

Non dimenticherò mai la faccia di Colaninno, e il suo intervento berlusconeggiante e censorio, quando Barnard ha esposto il suo pensiero circa l’attuale premier: è l’emblema di una classe politica che per 20 anni ha sbraitato contro il Nemico Finale Berlusconi (senza mai prendere, però, quei due o tre provvedimenti che lo avrebbero definitivamente messo fuori gioco) e che ora difende attivamente un gruppo di tecnocrati non eletti che stanno devastando l’Eurozona.

Questa è storia, gente.

La crisi economica e il Back-Office del Potere: incontro con Gioele Magaldi

Nel film The Matrix (1999), i fratelli Wachowski hanno rappresentato un mondo distopico, nel quale gli uomini sono imprigionati all’interno di un sistema di false rappresentazioni della realtà, artificialmente costruite per schiavizzarli.

La scena più sensazionale del film è senz’altro quella dell’iniziazione del protagonista Neo all’arduo percorso che lo porterà a svelare le realtà nascoste da quel mondo fittizio. Il suo mentore Morpheus gli porge due pillole, una blu ed una rossa: la prima per dimenticare tutto e tornare serenamente alla vita precedente, la seconda per gettarsi anima e corpo alla scoperta dei segreti di Matrix, e “scoprire quant’è profonda la tana del Bianconiglio”.

Ebbene, questa crisi offre l’occasione giusta per scegliere la pillola rossa, e in questo caso l’oggetto della ricerca è: perché nascono crisi economiche come questa, strutturalmente dirette a colpire i ceti medio-bassi della popolazione? E ancora, esistono motivi (diversi dal semplice profitto a breve termine) che abbiano spinto potenti gruppi di potere a tanto?

Il mondo di internet offre “verità” e chiavi di volta pronte all’uso per spiegare millenni di storia, ma troppo spesso provenienti da voci che pretendono di imbrigliare gli eventi nei loro schemi monolitici e distorti; perciò, un individuo inesperto ma desideroso di sapere, come il sottoscritto, rimane confuso e insoddisfatto di spiegazioni semplicistiche.

Così, tempo fa decido di cercare di contattare ed incontrare Gioele Magaldi, leader del movimento d’opinione Imagemassonico Grande Oriente Democratico, perché mi sembrano imponenti la qualità e la quantità delle informazioni riportate dal sito del movimento stesso (www.grandeoriente-democratico.com) così come assolutamente intrigante appare l’impostazione di fondo che regge le sue tesi. Seguo da mesi gli interessanti interventi del sito, ma sono convinto che un incontro personale possa dare ancora più solidità alla mia comprensione delle dinamiche analizzate da Grande Oriente Democratico.

In quella che poteva sembrare ad occhi esterni una semplice chiacchierata in un caffè di Roma, Gioele Magaldi ha esposto sinteticamente e parzialmente alcune delle considerazioni che egli argomenta e documenta nel suo libro “MASSONI
. Società a responsabilità illimitata. Il Back-Office del Potere come non è stato mai raccontato. Le ragioni profonde e le ragioni inconfessabili della crisi economica e politica occidentale del XXI secolo” (Chiarelettere Editore)
, di imminente uscita.

La nostra discussione è partita dall’analisi di due libri intriganti (ritenuti utili e suggestivi anche da Magaldi, che però li giudica limitati e carenti sotto alcuni profili storico-critici) come Il Più Grande Crimine di Paolo Barnard e Il romanzo della crisi dell’anonimo che si firma Agente Americano: in essi viene delineata una contro-storia del potere politico e finanziario dell’ultimo secolo, e in particolare di come alcuni gruppi di potere sovranazionali, tendenzialmente conservatori ed iper-liberisti, abbiano elaborato qualche decennio fa un piano per far precipitare nella recessione le economie delle democrazie occidentali, e metterne in discussione la sovranità nazionale e popolare. Mentre Barnard affronta prevalentemente la storia dell’Unione Europea e dell’euro come strumento di oppressione, Agente Americano si concentra sulla realtà americana, ma entrambi individuano dei responsabili precisi: le èlite neoliberiste, neoclassiche, neomercantili, il cui potere si esplica e si propaga per mezzo di Club sovranazionali come la Commissione Trilaterale, il Club Bilderberg, il Council on Foreign Relations e molti altri.

Questa ricostruzione, solo parzialmente condivisa da Magaldi, è infatti da lui ampliata, integrata e corretta mediante l’inclusione dell’elemento chiave per spiegare questa malsana egemonia totalitaria della finanza iper-mercatista: è la Massoneria, con tutta la complessità della sua storia non solo “politica” ma anche “filosofico-spirituale”.

Contrariamente a quanto si crede nell’immaginario collettivo, la Massoneria è infatti un’istituzione bifronte. Magaldi spiega che, dopo la fase rivoluzionaria del XVIII secolo, in cui la Massoneria costituì il centro propulsivo e creativo della distruzione dell’Ancièn Regime all’insegna del fondamentale trinomio Libertà-Uguaglianza-Fraternità (che sarà assunto come obiettivo di tutte le stagioni rivoluzionarie euro-occidentali) il mondo libero-muratorio si spacca pressappoco in due, con ampie zone grigie tra l’uno e l’altro orientamento.

Se nella stagione settecentesca il nemico comune era rappresentato dal principio secondo cui l’aristocrazia veniva legittimata al potere da un supposto diritto di sangue, tutto cambia dopo la distruzione di quell’antico ordine sociale, firmata e resa possibile soprattutto dalla Massoneria. Mentre gran parte dei massoni sostiene la necessità di continuare sulla strada dell’ampliamento dei diritti civili, politici, umani, in una continua ricerca del bene e del progresso liberale e democratico dell’umanità, altri consistenti gruppi latomistici prendono le distanze da quest’impostazione. Massoni come Edmund Burke (ma è un nome fra tanti), ad esempio, oscillano tra la difesa conservatrice del modello aristocratico-parlamentare inglese e un rinnovamento del principio d’autorità precedente, ma con una significativa variazione: in sostanza non più l’egemonia di un’aristocrazia di sangue, in quanto tale archiviata dalla storia, ma un’aristocrazia dello spirito, che lasci agli uomini “più elevati” iniziaticamente (talora anche di nobile lignaggio, ma spesso no) l’onere e l’onore di governare la massa degli individui “inferiori”.

Per precisare quest’aspetto, Magaldi spiega come tale convinzione trovi le sue radici in un’interpretazione oligarchica del pensiero gnostico valentiniano, in particolare dell’idea che gli uomini siano suddivisi in tre classi “ontologiche”:

– quella degli uomini ilici (dal greco hyle, materia), legati esclusivamente alle pulsioni e alle emozioni, ed incapaci di governare sé stessi;

–  quella degli uomini psichici (da psiche, anima) legati prevalentemente alla razionalità e all’intelletto, ma con scarsa conoscenza della realtà spirituale;

–  quella degli uomini pneumatici (da pneuma, spirito), ovvero quelli che realizzano in sé il mix perfetto fra corpo, anima e spirito.

Questa categoria di massoni elitari, ampia ed eterogenea, condivide l’obiettivo di farsi leader pneumatica dell’umanità, considerata non come comunità da perfezionare progressivamente nel suo insieme nel rispetto di regole democratiche e pluraliste (come è invece obiettivo dei massoni progressisti) bensì come massa informe, incapace di essere plasmata se non da un gruppo di elitari Maestri Illuminati.

ImageDa questa dialettica massonica nascono, secondo Magaldi, le grandi contrapposizioni ideologiche che contraddistinguono Modernità e Contemporaneità. Si va dall’epoca delle lotte politico-sociali ottocentesche e dei vari risorgimenti nazionali anti-Restaurazione a la Prima e alla Seconda Guerra Mondiale, fino alla guerra finanziaria che stiamo sperimentando sulla nostra pelle nel XXI secolo. Questa affonda le sue radici in una revanche neoliberista che, a partire dagli anni ’70, inizia ad affossare e denigrare qualunque modello socio-economico keynesiano. Inoltre, è sempre da quegli ambienti massonici elitari e reazionari che hanno avuto origine il Fascismo ed il Nazismo (nonostante le apparenti proclamazioni anti-massoniche, in realtà dirette scientificamente contro le componenti progressiste e democratiche della Libera Muratoria); da quel tremendo scontro, la Massoneria progressista esce vincitrice (vedi soprattutto l’opera di quei Fratelli che agirono accanto al Massone Franklin Delano Roosevelt e al Massone reazionario pentito Winston Churchill) ed ha ancora ampi spazi di manovra nel primo dopoguerra, ma per Magaldi gli anni ’70 segnano l’ascesa di vecchie-nuove componenti massoniche oligarchiche e reazionarie.

Abilmente celate dietro una maschera di universalità cosmopolita e di propensione verso l’intero villaggio globale, queste componenti, fortemente radicate anche nella grande industria e nell’alta finanza, si fanno portatrici di un’aberrazione imperialistica e tirannica della globalizzazione, foriera di squilibri e spaccature ancora più profonde fra Nord e Sud del mondo. Dopo aver completamente trasformato i rapporti di produzione, creando sacche di lavoro sottopagato e schiavizzato nei Paesi in via di sviluppo, queste correnti massoniche iniziano ad adoperarsi anche per una destrutturazione progressiva di quella che era stata la linfa della politica economica relativamente equa e armoniosa degli Stati occidentali democratici del XX secolo: la finanza pubblica finalizzata a promuovere ampia occupazione e giustizia sociale.

Ostracizzando persino la memoria dei Massoni progressisti Keynes e Roosevelt, ostacolando qualunque sviluppo neo-keynesiano in termini di intervento pubblico nell’economia, questi massoni neo-oligarchici diffondono e rendono ovunque (accademie, think-tanks, istituzioni economico-finanziarie internazionali, alte burocrazie dei singoli stati, dirigenti politici di destra e sinistra) egemone una visione iper-liberista ed iper-mercatista, in cui, per dirla con Reagan, lo Stato diviene il problema e non la soluzione. E via con tagli alla spesa statale, deregolamentazioni mostruose, progressivo annullamento dei margini d’azione pubblici nelle politiche economiche. Ecco che gli anni ’90 e 2000 divengono le epoche d’oro della finanza speculativa, ma si trasformano nell’incubo del 99% della popolazione, che vive una crisi strutturale ormai vecchia di 30 anni.

L’Europa è, in questo senso, un laboratorio ideale per questo esperimento di ingegneria sociale. Riuniti negli stessi consessi in cui altri massoni, favorevoli ad un’idea di progresso ecumenico dell’intero continente, elaborano i passi necessari per giungere agli Stati Uniti d’Europa, gli “oligarchici” si muovono per eliminare ogni residuo di sovranità, prima monetaria, poi politica delle singole nazioni, ma badando bene di non restituirle in alcun modo ai cittadini europei, magari sotto forma di organi comunitari funzionanti, controllabili dal popolo e sottoposti a regole liberali e democratiche.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti: un sistema monetario (l’euro) che introduce assurdi vincoli finanziari agli Stati, costringendoli a reperire risorse nei mercati di capitali, una Commissione Europea non eletta da nessuno che ha però la prerogativa di iniziare gli iter legislativi, una Banca Centrale Europea che è preposta all’unico e teologico obiettivo del mantenimento della stabilità dei prezzi, ma che per di più impone precisi indirizzi di natura politico-economica ai singoli stati.

In sostanza: zero sovranità monetaria, zero impatto del settore pubblico sull’economia, squilibri insanabili fra Paesi “forti” e “deboli” dell’UE.

Il tutto culmina con la svolta dell’autunno 2011, quando Grecia ed Italia, colpite dalla crisi degli spread, vengono sottoposte al commissariamento dei podestà forestieri Lucas Papademos e Mario Monti (rispettando formalmente le Costituzioni dei due Paesi, ma imponendo determinate politiche economiche con diktat insindacabili e la costante minaccia dello spauracchio “spread” sui buoni del tesoro). Guarda caso, si tratta di due alfieri neoliberisti, che s’impegnano sin da subito a realizzare politiche di austerità totalmente recessive e depressive che strangolano ancor di più le economie interne. Il tutto sotto la scaltra presidenza della BCE di Mario Draghi, il quale si profonde nell’obiettivo di dirottare enormi quantità di fondi europei verso banche e istituti finanziari internazionali: mai però un euro in più alle imprese in condizioni di stretta creditizia o ai governi degli Stati, i quali, evidentemente, non sono too big to fail come le banche.

Nell’ottica di Magaldi, questa serie di operazioni ha come obiettivo finale la creazione di un nuovo ordine sociale, in cui un gruppo di tecnocrati non eletti cerca ed ottiene la leadership incondizionata dell’Occidente, ma resta all’ombra di istituzioni solo apparentemente democratiche. Una nuova Matrix, insomma, dove le frequenze del potere sono condensate in palazzi inaccessibili ai più e i poteri non sono più legittimati dal basso, ma eterodiretti dall’alto.

ImageCiò che però egli ribadisce costantemente è che questo Progetto, così abilmente congegnato, non è una macchinazione portata avanti dall’intera classe dirigente mondiale (un presunto Vero Potere elitario monolitico e uniforme immaginato da complottisti e cospirazionisti vari, in realtà inesistente in questi termini); così come non nasce nei Club mondialisti di cui si è parlato in precedenza, che al massimo sono teatro di incontro e scontro tra diverse componenti e fazioni (particolarmente sopravvalutati sono Aspen Institute e Club Bilderberg, luogo di incontro e discussione tra istanze macropolitiche differenti tra loro). Se di Piano o Progetto intelligente e consapevole si deve parlare, esso va semmai ascritto all’opera di alcune fazioni massoniche e paramassoniche elitarie e neo-aristocratiche/oligarchiche. In tutto ciò, Magaldi aggiunge che, nonostante in questo momento il “partito oligarchico” sia in netto vantaggio, gli oppositori, di cui egli fa parte, si stanno attrezzando per combattere e resistere ad una epocale involuzione e stabilizzazione anti-democratica ed illiberale dell’ecumene globalizzata, Occidente compreso.

Naturalmente, mi scuso con Magaldi se ho tentato di semplificare a scopo introduttivo alcuni temi del suo libro – certo assai più complesso, articolato e ricco di analisi esplicative sulla natura e sulla genesi del potere nella società moderna e contemporanea di quanto non sia raccontato in questa mia esposizione – ma ho ritenuto utile iniziare a familiarizzare l’opinione pubblica su un’ermeneutica così raffinata e preziosa per comprendere il Mondo in cui viviamo, e le sue radici storiche e ideologiche più profonde. Tutto ciò viene esposto, sia chiaro, al di là di tutte le teorie complottiste e cospirazioniste monodirezionali (che servono a deviare l’attenzione dalle effettive e complesse trame egemoniche perseguite da influenti gruppi sovra-nazionali in conflitto e concorrenza tra loro); e invece, come direbbe Magaldi, cercando di portare alla luce un po’ per volta quello che effettivamente accade nel Back-Office del Potere, solitamente sottratto allo sguardo dell’individuo comune, del politico comune e persino del mainstream mediatico. Quest’ultimo, d’altronde, si presenta spesso o poco attrezzato culturalmente per comprendere quello che si muove all’ombra dell’ufficialità istituzionale-diplomatica, oppure troppo asservito, mediocre e intimorito per indagare e spiegare senza superficialità censoria o auto-censoria le vicende più complesse dell’attualità.