Lo volete dire?

He was the right man in the right place: he made the wrong choices, he is pushing Europe into the dark zone.
(Paul Krugman su Mario Monti)

Carissimi internauti, oggi sono particolarmente incazzato. Sono reduce da un viaggio nel Regno Unito, dove ho compreso che in buona sostanza il nostro destino si gioca in una partita a scacchi. Essa vede, da un lato, un team eterogeneo di politici ed economisti che ripudiano la teoria del pareggio di bilancio (perchè di mera teoria si tratta, e non di salvifica medicina): ne fanno parte pezzi da novanta come Paul Krugman, Amartya Sen, Nouriel Roubini, parte dello staff di Obama (che pure contiente degli elementi disgustosamente neo-liberisti) ma anche e soprattutto moltissime voci alternative. Dall’altro, vi è un gruppo di politici e tecnocrati che sanno mascherare con disinvoltura un pensiero ferocemente oligarchico, reazionario e anti-sociale: ne fanno parte Angela Merkel, Mario Draghi, Nicholas Sarkozy, Mario Monti, David Cameron, Mitt Romney e gran parte dell’establishment europeo.

I nostri media bovini, ignoranti e malevoli ci hanno fatto credere che l’incontro di Monti con Obama è stato una sorta di recupero dell’Arca dell’Alleanza, dove il presidente americano avrebbe concordato con il nostro Marione una inesistente strategia comune per il salvataggio dell’Eurozona. Non è così, e per provarvelo vi riporto tre dichiarazioni che ho rintracciato nel blog dell’ottimo Sergio Di Cori Modigliani:

Giovedì 9 Febbraio. Corriere della sera on line. Ore 20. “Obama promuove l’Italia mentre a Bruxelles si trova l’intesa con la Grecia. Bene spread e borsa che vola con titoli bancari al rialzo”.

La repubblica on line. Ore 20. “E’ ufficiale: Bruxelles e la Grecia firmano l’accordo. Monti trova il semaforo verde a Washington. Si va avanti. Adesso: lavoro e ripresa economica”.

Venerdi 10 Febbraio. Ore 11. San Francisco Chronicle. Business section. “L’elegante e colto professore italiano non incanta Obama. Frattura tra due idee diverse dell’Europa, della gestione del mercato del lavoro e della ripresa degli investimenti”.

Ore 13. London Stock Exchange, comunicato stampa: “la mancanza dell’accordo tra BCE e la Grecia, dove la situazione rischia di sfuggire al controllo sociale, impone una cauta riflessione: le banche italiane non reggono l’urto dei mercati”.
Punto e a capo. Ma la ragione della mia profonda incazzatura risiede della negligenza, nell’imperizia, nell’imprudenza, nell’asservimento, nella stupidità, nella totale incapacità ermeneutica delle figure che, in Italia e in Europa, dovrebbero rappresentare “le forze progressiste e democratiche”. Sì perchè l’elenco delle qualifiche sopra citate è sempre stato e sempre sarà patrimonio di quell’ala conservatrice e filo-governativa delle destre; ma vedere che tutto il centro-sinistra italiano merita a pieno titolo questo popò di complimenti fa capire la portata della globale manipolazione a cui l’èlite finanziaria ci sta sottoponendo. Una manipolazione che riesce a far passare per “salvataggio” il massacro che la troika UE-BCE-FMI sta imponendo ad una Grecia ormai stremata; e riesce ad omettere dei punti fondamentali che invece vanno ribaditi con forza.
A Repubblica, al Partito Democratico e a Il Sole 24 Ore. Lo volete dire che il debito pubblico è un falso problema, e che il vero problema è la mancanza di un’autorità centrale, che svolga una vera politica monetaria, invece di limitarsi a tenere bassa l’inflazione per far viaggiare in alto l’export dei Paesi più forti?
Volete dire ai vostri lettori che il mondo intero è sotto attacco da parte di un patto scellerato fra gli sciacalli della finanza e le sacche più retrive e reazionarie del potere, che hanno trovato nella speculazione finanziaria il cavallo di Troia perfetto per distruggere i progressi che il diritto, la democrazia e la società hanno compiuto negli ultimi 250 anni?
Volete aggiungere che l’asse Monti-Draghi-Merkel è il cerbero al servizio degli squali della finanza, e che condivide con essi la responsabilità di aver fatto collassare tutta l’Europa mediterranea, oltre che di aver svolto un lavoro chirurgico di macelleria sociale negli Stati Uniti, di aver consentito che la delocalizzazione del lavoro delle grandi imprese creasse da noi una disoccupazione devastante, e nei Paesi in via di sviluppo una nuova forma di schiavitù?
Volete, infine, ammettere che avete riso e scherzato per anni di una figura pericolosissima, malevola, responsabilie del declino italiano, senza combatterlo quando andava combattuto, salvandolo sempre nei momenti in cui meritava un colpo di grazia politico? Volete dirlo che il Maestro Venerabile Silvio Berlusconi e il suo staff sono stati al Governo per 20 anni con il mandato di fare i propri cazzi e lasciare appositamente l’Italia fallire, in accordo con il Gotha della finanza mondiale, che in cambio ha consentito al Fratello Silvio di restare in sella, impunito e riverito, finchè era utile?
Sono semplici consigli, ma ricordatevi che se non li terrete a mente sarete anche voi nel banco degli imputati di un processo che la Storia farà ai danni di questa criminosa oligarchia mondiale. I danni che essa ha causato al pianeta meritano una denuncia al Tribunale Internazionale dell’Aia per crimini contro l’umanità: quando ciò accadrà, sarà il mondo intero a sputargli in faccia.

2 thoughts on “Lo volete dire?

    • Grazie mille, ho letto anche il post che mi hai inviato e devo dire che hai colto nel segno: il politico, che deve esistere in ognuno di noi, deve essere un umanista, la sua conoscenza ed il suo amore per essa devono essere a 360 gradi. Non c’è un’accezione più sbagliata di quella “tecnica” della politica, con cui ci stanno facendo una testa così soprattutto in Italia: è falso, il politico deve conoscere sia la macroeconomia che il VI canto dell’Inferno, altrimenti diventa un automa al servizio delle lobbies che lo sostegono.

      E in effetti la politica mondiale altro non è che una gigantesca lotta per la sopravvivenza di dette lobby; con il risultato che, come sostiene giustamente Galimberti, la tecnica rende la politica non democratica. Non solo perchè c’è una volontà scientifica di seminare apatia e disinteresse, ma proprio perchè le persone non riescono a comprendere le vere dinamiche del potere: chi non ha tempo o modo di capire cos’è uno spread necessariamente non riuscirà ad addentrarsi nel labirinto di poteri ed interessi che costiuscono la politica, e perciò alla fine vota solo per ideologia, sentimento, infatuazione; ovvero tutte motivazioni che attengono alla sfera dell’irrazionale e dovrebbero stare fuori dall’agone politico.

      Fatta la premessa, secondo me per tornare a fare politica bisogna diffondere non tanto la conoscenza in sè, ma l’amore per essa, l’amore per l’indagine della realtà; una delle ragioni per cui la sinistra ha perso terreno, fra le altre cose, è proprio l’aver dimenticato la lezione marxista della praxis: abbracciare e comprendere la realtà, poi farsi le proprie idee, non far sì che le proprie idee, anche quando manifestamente errate, tentino di alterarla.

      In ogni caso, vedo segnali positivi nel fatto che l’interesse per questi temi sta, per forza di cose, aumentando sempre di più d’intensità almeno nella Rete; forse la situazione così devastante sta generando, per reazione, un maggiore interesse politico. Nel frattempo, noi in rete abbiamo il dovere di continuare a far scattare la scintilla.
      Saluti e complimenti ancora
      Jack

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