A chi va questo invito

Sorriso compiaciuto del Biscione

Prendi uno stile di vita falso, in cui è di vitale importanza quello che hai ma non quello che sei.

Prendi la sicura accoglienza della gratuità, in un mondo dove ti è dato tutto e subito senza compiere alcuno sforzo.

Prendi un’istruzione pessima e carente che non forma la persona, non accresce le conoscenze e non insegna a vivere. Nel migliore dei casi, il massimo valore che ti possa inoculare è il conformismo: il rassicurante conformismo della buona condotta, misurato dal voto come se fosse il peso di un sacco di patate; nel peggiore, non ti darà nemmeno le pacche sulle spalle di chi ti circonda, ma ti farà sprofondare nell’ignoranza più totale dove i link smielati di Facebook e il Grande Fratello dominano la tua esistenza.

Prendi un Presidente del Consiglio che, nel commentare le proteste contro un pacchetto di riforma che dà il colpo di grazia all’istruzione già pessima e già carente, sostiene che il tuo vero compito sia di stare a casa a studiare: forse così riuscirai a diventare direttore del TG4. Tanto, a chi interessa farsi delle domande? Abbiamo a disposizione un patrimonio così splendente di spiriti e vanti, in questo Paese! Chiedersi quale sia la direzione o lo scopo di un percorso di studi è una perdita di tempo, inceppa gli ingranaggi; di questo passo, peraltro, quest’istruzione su cui oggi tanto ci crucciamo sarà patrimonio di un manipolo di figli di papà che la parola “impegno“, nella migliore delle ipotesi, l’hanno letta a malapena sul dizionario.

Se vuoi essere vivo, ti resta solo di combattere – con le idee, s’intende – contro un sistema di pura apparenza che nega ogni dignità all’essere umano facendolo schiavo dei beni da lui ritenuti strumenti di libertà. Contro lo stereotipo dell’adolescente comune, imprigionato in una dicotomia obbligata che oppone il secchione conformista all’ignorante disgraziato; come se non fosse possibile per chi è ritenuto, a torto o a ragione, intelligente sviluppare un qualche minimo di spirito critico senza essere ritenuto un povero pirla.

L’obiettivo di questo piccolo spazio sarà proprio quello di far nascere in chi lo legge una semplice domanda: da che parte vuoi stare?

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